Devoto quasi vuoto per Leone XIV: restano 76 detenuti
Il carcere di Devoto, storico penitenziario nel tessuto residenziale di Buenos Aires, si presenterà quasi svuotato quando accoglierà Leone XIV.
Il carcere di Devoto, storico penitenziario nel tessuto residenziale di Buenos Aires, si presenterà quasi svuotato quando accoglierà Leone XIV. In meno di una settimana, il governo di Javier Milei ha spostato più di 1.400 detenuti: nella struttura dovrebbero rimanere circa 70 persone, indicate in 76 nel quadro della visita prevista per l’11 novembre.
L’operazione modifica in tempi rapidi l’aspetto di un istituto destinato da tempo alla chiusura. Il trasferimento è stato infatti inserito nel piano per rendere pienamente utilizzabile il nuovo complesso penitenziario di Marcos Paz, nell’area periferica della capitale.
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La visita accelera lo sgombero
La dismissione di Devoto non nasce con l’arrivo del Pontefice. Il ministero della Sicurezza Nazionale aveva già programmato la fine dell’attività carceraria nella struttura e il passaggio dei reclusi al nuovo centro di Marcos Paz.
La prospettiva della visita di Leone XIV, tuttavia, ha impresso una forte accelerazione al calendario. Il penitenziario resterà così con un numero molto ridotto di detenuti almeno fino all’appuntamento dell’11 novembre, previsto nell’ambito del viaggio del Papa in Argentina.
Un carcere segnato dalla storia
Devoto porta con sé una memoria particolarmente pesante. Durante l’ultima dittatura argentina vi furono rinchiusi anche detenuti politici, mentre nel 1978 la struttura fu teatro del cosiddetto massacro del Settimo Padiglione.
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In quell’episodio persero la vita almeno 65 persone. Le vittime morirono per asfissia, ustioni o ferite provocate da colpi d’arma da fuoco, secondo le ricostruzioni riportate nel contesto della storia del penitenziario.
L’ultima rivolta nel 2020
Il più recente episodio di protesta interna risale all’aprile 2020, nei mesi della pandemia di Covid-19. Centinaia di detenuti si ribellarono per denunciare le condizioni sanitarie presenti all’interno del carcere.
A distanza di anni, Devoto si trova quindi al centro di una trasformazione definitiva: da istituto sovraffollato e carico di vicende drammatiche a struttura destinata a perdere la propria funzione penitenziaria, proprio mentre si prepara a ricevere il Pontefice.
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