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Attualità 2 min di lettura10 ore fa

Denunce, il dato che divide l’Italia: picchi fino al 60%

Nel 2025 i cittadini stranieri rappresentano il 35,1% delle persone denunciate o arrestate, con una presenza più marcata nei reati predatori e nelle grandi città.

Milano, Roma, Torino e Bologna concentrano da sole un quarto delle segnalazioni nazionali relative a cittadini stranieri denunciati o arrestati. Il dato evidenzia una distribuzione tutt’altro che uniforme sul territorio, con Prato al primo posto per incidenza: qui gli stranieri arrivano al 60% del totale delle persone segnalate.


Le grandi città concentrano il fenomeno

Nel complesso, nel 2025 le persone straniere denunciate o arrestate sono state 292.820, pari al 35,1% di tutte quelle segnalate in Italia. La percentuale è rimasta sostanzialmente invariata rispetto all’anno precedente, quando si era attestata al 34,7%, secondo i dati del Viminale.

Il peso maggiore si registra soprattutto nei principali centri urbani, dove popolazione, attività economiche e flussi di persone sono più elevati. Il caso di Prato si distingue però per la proporzione raggiunta sul totale locale, superiore a quella rilevata nelle altre città considerate.


Furti e rapine sopra la media

All’interno delle segnalazioni che riguardano cittadini stranieri, i furti rappresentano il 16,9%, mentre le rapine incidono per il 4,2%. Lo spaccio di sostanze stupefacenti pesa invece per l’8,2%.

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L’incidenza degli stranieri sul totale delle persone segnalate cambia a seconda del reato. Per le violazioni legate agli stupefacenti si aggira intorno al 40%; nel caso di furti e rapine raggiunge invece circa il 50%.


I dati non misurano l’effetto dell’immigrazione

La lettura dei numeri richiede cautela e non consente, da sola, di stabilire un rapporto diretto tra presenza straniera e aumento della criminalità. Francesco Fasani, economista dell’Università Statale di Milano e direttore del corso di laurea in Economia, comportamento, dati e politiche, sottolinea che «l’andamento generale della delittuosità è in calo quasi ovunque nei Paesi sviluppati».

Secondo il docente, le ricerche disponibili non mostrano una crescita dei reati nei territori caratterizzati da una maggiore presenza di immigrati. Il dato sulle persone segnalate va quindi considerato insieme a fattori come età e condizioni economiche, indicati come elementi di fragilità associati alla composizione della popolazione coinvolta.

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