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Attualità 2 min di lettura2 ore fa

Dente del Gigante, il meteo decide il salvataggio: uomo recuperato

Una finestra di visibilità durata pochi minuti ha consentito di mettere in salvo uno dei due alpinisti polacchi rimasti bloccati sul Dente del Gigante, nel massiccio del Monte Bianco.

L’uomo si trovava sospeso sulla corda, a circa 40 metri dalla cima, dopo aver trascorso la notte in parete senza riuscire a proseguire.

La sua compagna di cordata, invece, non è ancora stata recuperata. La donna è ferma sulla parete e, secondo le prime informazioni, non avrebbe riportato ferite. Il peggioramento delle condizioni atmosferiche ha costretto i soccorritori a interrompere il secondo intervento.


Una schiarita salva il primo alpinista

L’elicottero del PGHM di Chamonix è riuscito a decollare quando nebbia e nuvole si sono temporaneamente diradate. I soccorritori francesi hanno raggiunto l’uomo, lo hanno portato a bordo e lo hanno trasferito sul versante francese, dove è stato affidato agli accertamenti previsti.

Il miglioramento del tempo, però, è stato troppo breve per completare anche il recupero della donna. Con il ritorno della scarsa visibilità, il velivolo ha dovuto lasciare la zona; un nuovo tentativo aereo dipenderà dall’evoluzione del meteo delle prossime ore.


I soccorsi preparati durante la notte

La richiesta di aiuto era arrivata intorno alla mezzanotte. Poiché l’elisoccorso non poteva essere impiegato immediatamente, già all’alba è stata organizzata una squadra composta da tecnici del Soccorso Alpino Valdostano e militari del Sagf.

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Per ridurre i tempi di salita, alle 7 Skyway Monte Bianco ha aperto eccezionalmente l’impianto, permettendo ai soccorritori di raggiungere una quota elevata e avvicinarsi alla vetta. Il programma iniziale prevedeva di arrivare ai due alpinisti dall’alto e accompagnarli lungo la via di discesa, mantenendo pronti anche gli elicotteri italiano e francese.


La seconda operazione resta da completare

Le squadre a terra restano impegnate nella gestione dell’emergenza e attendono di capire se si presenterà una nuova occasione per intervenire dal cielo. La priorità è raggiungere la seconda alpinista, che al momento risulta illesa ma non può scendere autonomamente.

Se le condizioni non permetteranno un altro volo, i soccorritori tenteranno di arrivare fino a lei via terra. L’operazione rimane quindi aperta, condizionata dalla visibilità e dalla stabilità del tempo in quota.

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