Delfin, la mossa di Del Vecchio: in vendita quote, yacht e immobili
Leonardo Maria Del Vecchio valuta diverse cessioni per ridurre un’esposizione bancaria vicina a un miliardo di euro, mentre la holding studia il riassetto delle quote ereditarie.
Una quota degli eredi di Delfin può valere, sulla carta, circa 5 miliardi di euro. La stima deriva dal patrimonio netto della holding lussemburghese, valutato intorno ai 40 miliardi, e rende particolarmente rilevante il possibile riassetto azionario atteso nei prossimi mesi.
A settembre, il tribunale del Lussemburgo ha concesso altri sei mesi per l’esercizio del diritto di prelazione da parte di Delfin sulle partecipazioni riconducibili a Rocco Basilico, Leonardo Maria e Clemente Del Vecchio. Le decisioni dei singoli soci dovranno arrivare entro marzo, anche in funzione del prezzo che la società sarà disposta a offrire.
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La holding prepara l’acquisto
L’amministratore delegato Romolo Bardin sta esaminando un’operazione che consentirebbe a Delfin di rilevare fino a due delle otto partecipazioni, ciascuna pari al 12,5%, assegnate agli eredi di Leonardo Del Vecchio. Tra i possibili venditori figurano proprio Leonardo Maria Del Vecchio e Rocco Basilico.
Per sostenere l’eventuale acquisizione, Delfin ha avviato contatti con Crédit Agricole, Bnp Paribas, Intesa Sanpaolo e Citigroup. Il finanziamento potrebbe servire a comprare una quota complessiva fino al 25% della società che controlla il 32,4% di EssilorLuxottica, il 10% di Generali, il 17,6% di Mps e il 2,7% di Unicredit.
Del Vecchio valuta la cessione
Leonardo Maria Del Vecchio starebbe prendendo in considerazione la vendita del proprio 12,5% alla stessa Delfin. L’obiettivo, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, sarebbe «ottimizzare» una posizione debitoria che si aggira attorno a un miliardo di euro.
Nella valutazione dell’operazione lo stanno assistendo i professionisti legali di Chiomenti e i consulenti finanziari di Citigroup, anche se per loro non risulta ancora formalizzato un incarico. Il passaggio preliminare potrebbe consistere nel trasferimento della partecipazione a una società personale, in vista della successiva dismissione.
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Nel piano anche beni personali
Tra gli asset che Lmdv potrebbe vendere c’è anche lo yacht “No rush”, un Mangusta 165 Rev lungo 50 metri. L’imbarcazione, già mostrata da Del Vecchio durante un podcast di Fedez, avrebbe un valore stimato di 33,5 milioni di euro; l’imprenditore ha raccontato di avere sostenuto 25 milioni per mantenerla ormeggiata in Italia.
Sul tavolo ci sarebbero inoltre alcuni immobili milanesi. Il palazzo di via Turati, oggi utilizzato come sede della struttura che gestisce gli interessi familiari e che ospita anche il Twiga, è stimato 60 milioni di euro. Possibile anche la vendita dei due piani dell’ex sede di via Monte Napoleone, valutati circa 20 milioni e capaci di generare una consistente plusvalenza rispetto all’investimento iniziale.
Il confronto dentro Delfin
La possibile uscita di Leonardo Maria si inserisce nella disputa che contrappone alcuni eredi al consiglio di amministrazione della società lussemburghese. Nel capitale di Delfin figura anche Nicoletta Zampillo, madre di Leonardo Maria, rappresentata in consiglio dall’altro figlio Rocco Basilico.
A maggio Zampillo ha contestato l’efficacia dell’usufrutto con una lettera indirizzata al consiglio, ricevendo in seguito una diffida da Basilico. Quest’ultimo aveva già ipotizzato la vendita delle altre partecipazioni detenute dalla cassaforte, che comprendono investimenti bancari oltre alla partecipazione in EssilorLuxottica. All’interno della famiglia, inoltre, viene considerata la possibilità che Zampillo possa trasferire il proprio ruolo al figlio.
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