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Attualità 2 min di lettura31 min fa

Decreto sicurezza, la stretta dopo i disordini: cosa cambia

Il provvedimento del governo introduce nuove responsabilità per le violenze in piazza, amplia il fermo preventivo e rafforza la presenza militare a Milano.

Il governo interviene dopo i saccheggi avvenuti a Milano e le tensioni registrate in diverse città italiane. Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge composto da otto articoli, con misure che riguardano la gestione delle manifestazioni, la prevenzione dei disordini e l’impiego delle forze sul territorio.

Tra le novità più rilevanti figura la creazione del reato di «Violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche». Il testo prevede inoltre l’estensione del fermo preventivo ai luoghi affollati, l’immediata imputabilità dei minori e l’invio di 500 militari aggiuntivi a Milano.

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Nuove pene per le violenze in piazza

La nuova fattispecie penale riguarda chi, durante una protesta, usa bastoni o mazze oppure lancia oggetti mettendo in pericolo l’incolumità altrui. Per questi comportamenti il decreto stabilisce una pena detentiva compresa tra due e cinque anni, oltre a una sanzione economica che può arrivare a 20mila euro.

Il trattamento sanzionatorio diventa più severo quando i responsabili agiscono a volto coperto. L’aumento della pena è previsto anche nel caso in cui gli episodi provochino danni a infrastrutture o a servizi destinati alla collettività.


Nel mirino anche chi organizza

Il provvedimento non si limita a punire le condotte compiute durante i cortei. Chi promuove o coordina, anche attraverso strumenti informatici o telematici, la nascita di gruppi destinati a organizzare manifestazioni violente rischia una reclusione da quattro a dodici anni.

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La misura punta quindi a colpire sia l’azione violenta sul posto sia la fase di preparazione e aggregazione dei gruppi. Il decreto collega così le responsabilità individuali dei partecipanti a quelle di chi, secondo le nuove disposizioni, favorisce la formazione di organizzazioni orientate a proteste caratterizzate dalla violenza.


Più controlli e responsabilità anticipate

Accanto al nuovo reato, il governo ha inserito un ampliamento degli strumenti di prevenzione. Il fermo preventivo potrà essere applicato anche in contesti caratterizzati dalla presenza di molte persone, mentre per i minori viene prevista l’immediata imputabilità.

Sul piano operativo, Milano riceverà il supporto di 500 militari in più. L’intervento si colloca nel quadro della risposta istituzionale ai saccheggi e ai disordini che hanno preceduto l’approvazione del decreto, insieme alle altre misure contenute negli otto articoli del provvedimento.

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