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Attualità 2 min di lettura2 giorni fa

Decreto Pa, la partita passa al Senato: ferie e novità per gli enti

La Camera approva il provvedimento con 133 voti favorevoli: ora il testo dovrà ottenere il via libera definitivo entro il 6 ottobre

Il decreto Pa ha superato il primo esame parlamentare e si prepara a proseguire il suo percorso al Senato. La Camera lo ha approvato con 133 voti favorevoli e 66 contrari, dopo che il governo aveva scelto di porre la questione di fiducia attraverso il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani.

Il provvedimento, il cui iter di conversione è cominciato l’8 settembre, dovrà diventare legge entro il 6 ottobre per evitare la decadenza. Il testo raccoglie interventi su ambiti diversi: enti locali, pubblica amministrazione, istruzione, salute, pari opportunità, opere pubbliche, disabilità e sostegni alle famiglie colpite dal sisma dei Campi Flegrei.


Ferie pubbliche, cambia il regime

Tra le misure più rilevanti per chi lavora nella Pubblica amministrazione c’è la revisione delle regole sulle ferie non utilizzate. Il testo elimina il divieto di corrispondere un’indennità per ferie, riposi e permessi rimasti inutilizzati alla fine del rapporto di lavoro, adeguando la disciplina italiana agli orientamenti della giurisprudenza europea.

Il pagamento sostitutivo non spetterà, però, a chi abbia rinunciato volontariamente alle ferie pur avendo avuto la concreta possibilità di utilizzarle. La perdita del diritto scatterà anche quando il lavoratore sia stato informato in modo adeguato delle conseguenze legate alla mancata fruizione.


Enti locali, più margini dopo il dissesto

Il decreto modifica inoltre alcune disposizioni del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali relative agli effetti della dichiarazione di dissesto. Tra le novità figura la facoltà, per l’amministrazione coinvolta, di accendere mutui destinati alla copertura dei debiti fuori bilancio.

Viene introdotto anche l’obbligo di approvare il bilancio riequilibrato insieme al rendiconto dell’ultimo esercizio. L’obiettivo dichiarato del provvedimento è rafforzare l’autonomia e il funzionamento degli enti locali, rendendo più efficiente la gestione di diversi settori pubblici.

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Scuola e università, le proroghe

Per l’istruzione scolastica, la disciplina straordinaria che riconosce come requisito per insegnare il servizio svolto nelle scuole paritarie viene estesa fino all’anno scolastico 2027/2028. Sono richiesti almeno tre anni di servizio, anche non consecutivi, maturati nei dieci anni precedenti.

La possibilità riguarda chi non ha potuto accedere ai percorsi abilitanti perché l’offerta formativa disponibile non era sufficiente. Sul versante universitario, invece, il testo interviene sui titoli rilasciati dagli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica: i diplomi accademici di primo e secondo livello saranno denominati rispettivamente lauree e lauree magistrali.


Un provvedimento dai molti capitoli

Il decreto contiene anche l’incremento delle risorse destinate al Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità e disposizioni sul CAS per le famiglie colpite dal terremoto dei Campi Flegrei. Nel complesso, si tratta di un intervento articolato che comprende misure amministrative e sociali differenti.

Dopo il voto della Camera, la responsabilità dell’ultimo passaggio spetta dunque al Senato. Il calendario resta vincolato alla scadenza del 6 ottobre, termine oltre il quale il decreto-legge perderebbe efficacia se non fosse convertito.

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