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Attualità 2 min di lettura20 min fa

Damato porta in libreria un libro dedicato a Pasolini

Il volume unisce il poema dell’autore a una Bestemmia di Pierpaolo Capovilla e ripercorre luoghi e temi pasoliniani.

È arrivato in libreria Le ceneri di Pasolini, il nuovo libro di Cosimo Damiano Damato, con una Bestemmia di Pierpaolo Capovilla. Il volume attraversa la memoria di Pier Paolo Pasolini tra poesia, impegno civile e riflessione sull’Italia contemporanea.

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Il dialogo tra Damato e Capovilla

Il progetto affianca due voci diverse ma accomunate da una scrittura inquieta e attenta agli esclusi. Damato costruisce un poema fatto di immagini e frammenti, mentre Capovilla affida alla sua prosa poetica una denuncia aspra del conformismo, della violenza e delle ipocrisie sociali.

Il termine Bestemmia, scelto da Capovilla, non viene presentato come una semplice provocazione. Richiama il titolo pensato da Pasolini per la raccolta completa dei suoi versi, poi pubblicata nel 1995 da Garzanti. Il libro torna così su temi come il martirio del poeta, il rapporto con il sacro, la trasformazione della società e la poesia intesa come forma di resistenza.

Nel testo Capovilla si rivolge direttamente a Pasolini e ne richiama una delle frasi più note: «Siamo tutti in pericolo». La citazione diventa il punto di accesso a una riflessione sul suo ruolo di intellettuale e sulla sua morte, riletta come conseguenza di un’esposizione civile mai attenuata.


Da Roma a Casarsa

Il percorso narrato da Damato parte dal Cimitero Acattolico di Roma, davanti alla tomba di Antonio Gramsci che aveva ispirato Le ceneri di Gramsci. L’itinerario raggiunge poi Casarsa, in Friuli, luogo legato alla memoria e alla formazione poetica di Pasolini.

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Tra le pagine compaiono oggetti e immagini destinati a riemergere come tracce: un impermeabile lasciato a terra, una sigaretta ancora accesa, il profumo delle rose, il dolore delle madri e le figure di Gramsci e Pasolini. Il libro alterna tenerezza e durezza, elementi religiosi e dimensione profana, angoscia e aspirazione alla salvezza.

Damato aveva già affrontato fraternità e antifascismo nel romanzo Nessuna grazia, dedicato a Gramsci e Pertini. In questa nuova opera riprende quelle domande attraverso i luoghi e le ferite della storia recente, riportando anche l’immagine delle lucciole pasoliniane come segno di una luce ancora resistente.


Il ricordo di Alda Merini

Nel prologo, Damato racconta di avere donato ad Alda Merini un libro di poesie di Pasolini. La poetessa gli avrebbe restituito il gesto con un volume di Rilke e con il ricordo di alcune lettere perdute, scomparse insieme al carteggio tra lei e Pasolini.

Il ricordo personale si intreccia con una visione del poeta come presenza ancora attiva, capace di tornare nella memoria e nei sogni. Damato richiama anche alcune battute del film Che cosa sono le nuvole?, legando la poesia pasoliniana alla bellezza, al dolore e alla possibilità di una salvezza affidata alle parole.

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