6.000Lettori online ora
Attualità 2 min di lettura5 giorni fa

Dalla Jugoslavia alla Casa Bianca: il ricordo di Melania che spiazza Trump

La first lady racconta la propria infanzia nella Jugoslavia di Tito e prende le distanze dall’uso del comunismo come accusa politica negli Stati Uniti.

Il racconto dell’infanzia di Melania Trump introduce una sfumatura inattesa nel dibattito americano sul comunismo. Intervistata da Fox News, la first lady ha ricordato la crescita nella Slovenia appartenente allora alla Jugoslavia, descrivendo quegli anni come sereni pur senza negare i limiti del sistema politico.

La sua posizione è emersa poco dopo un altro episodio considerato distante dalla linea del presidente: durante un appuntamento all’ONU, Melania aveva consentito l’accesso ai giornalisti della CNN, esclusi invece dalla Casa Bianca per decisione di Donald Trump.


Il ricordo della Slovenia socialista

Rispondendo a Brian Kilmeade, che le chiedeva perché gli europei dell’Est sembrino avere una sensibilità particolare verso il tema della libertà, Melania ha parlato della propria esperienza personale: «Sono cresciuta sotto il comunismo e, in realtà, non mi è mancato nulla».

La first lady ha spiegato di conservare un’immagine positiva della vita familiare trascorsa nella Slovenia di allora. I suoi genitori, ha ricordato, riuscirono a garantire alla famiglia condizioni soddisfacenti e un’infanzia felice: «Sento di aver avuto un’infanzia molto bella e i miei genitori hanno dato alla mia famiglia una vita stupenda».

Quel ricordo non coincide però con un giudizio totalmente benevolo sul regime. Melania ha precisato che fosse necessario prestare attenzione alle proprie azioni e ha sottolineato la distanza rispetto alla libertà vissuta oggi negli Stati Uniti: «Non si era liberi come qui negli Stati Uniti oggi».

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Una parola usata come attacco politico

Il riferimento della first lady arriva in un contesto in cui Donald Trump adopera frequentemente il termine “comunismo” per colpire gli avversari democratici. In diverse occasioni il presidente ha sostenuto che il Partito democratico si stia trasformando in una formazione comunista e ha rivolto la stessa accusa ad alcuni suoi esponenti, descrivendoli come estremisti e privi di fede.

La polemica era tornata al centro delle sue dichiarazioni all’inizio di settembre, quando Trump aveva sostenuto che chi si presenta come socialista democratico sarebbe, in realtà, comunista. Anche durante le celebrazioni del 4 luglio aveva ribadito la propria condanna ideologica, affermando: «Il comunismo è perdente e lo sarà sempre».


Dalla guerra alla vita familiare

Nel corso del colloquio televisivo, Melania ha affrontato anche il lavoro diplomatico legato ai bambini ucraini trasferiti forzatamente in Russia. La first lady ha parlato dell’impegno per favorirne il rientro, aggiungendo così un tema internazionale al racconto più personale dell’intervista.

Spazio anche alla quotidianità nella Casa Bianca. Parlando del marito, ha spiegato che le sue giornate lavorative arrivano fino alle 21.30 e che questo ritmo incide sul tempo condiviso con la famiglia: «Mio marito lavora fino alle 21.30. […] Il tempo in famiglia ne risente».

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere