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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Cure per la psoriasi, appello per ampliare l’esenzione 045

I dati italiani mostrano 1,4 milioni di pazienti e un costo annuo sostenibile per estendere la tutela

La psoriasi severa deve avere tutele sanitarie più ampie e commisurate alla gravità della malattia. È la richiesta emersa il 27 ottobre alla Camera, alla vigilia della Giornata mondiale della Psoriasi del 29 ottobre.

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I numeri della malattia

In Italia le persone con psoriasi sono circa 1,4 milioni. L’incidenza annua raggiunge 179,4 nuovi casi ogni 100mila abitanti, un dato superiore a quello registrato per il morbo di Crohn e l’artrite reumatoide, già comprese nel Piano nazionale della cronicità.

Le informazioni arrivano dal progetto Radar-Psoriasi, promosso da Apiafco e realizzato da CliCon attraverso l’analisi dei dati amministrativi di alcune Asl, riferiti a circa sei milioni di assistiti. La ricerca ha esaminato l’impatto epidemiologico, clinico, assistenziale ed economico della patologia nella pratica quotidiana.

La malattia non riguarda soltanto la pelle. Le forme più complesse possono accompagnarsi a patologie autoimmuni, cardiometaboliche, renali, epatiche, infettive e oncologiche. Secondo i dati presentati da Marco Romanelli, membro del Consiglio direttivo Sidemast, il rischio di mortalità risulta 1,1 volte più alto rispetto alla popolazione generale.


La richiesta sull’esenzione 045

Valeria Corazza, presidente di Apiafco, ha indicato nella revisione dell’esenzione 045 uno dei nodi principali. Per i pazienti con psoriasi a placche severa, l’estensione della tutela avrebbe un costo stimato per il Servizio sanitario nazionale tra 6,3 e 9,9 milioni di euro all’anno.

Oggi soltanto il 9% delle persone con psoriasi beneficia dell’esenzione. Tra quelle che ne sono prive, il 3% riceve farmaci biologici e il 7% terapie sistemiche non biologiche: complessivamente, 137mila pazienti non esenti sono trattati con medicinali sistemici, compresi i biologici.

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Corazza ha spiegato che molti cittadini devono pagare direttamente gli esami necessari per iniziare e controllare le cure. La presidente di Apiafco ha definito questa situazione incompatibile con i principi di universalità ed equità del Servizio sanitario nazionale.


Cure e personale negli ospedali

Tonino Aceti, presidente di Salutequità, ha indicato due interventi: ampliare le esenzioni nei Livelli essenziali di assistenza e aggiornare la programmazione sanitaria, a partire dal prossimo Piano sanitario nazionale e dal Piano nazionale della cronicità.

Aldo Cuccia, consigliere nazionale Adoi, ha inoltre segnalato la carenza di dermatologi nelle strutture pubbliche. Per affrontarla, ha proposto nuovi concorsi negli ospedali con maggiori problemi di organico e una collaborazione formativa più stretta tra università e strutture ospedaliere.

Luca Degli Esposti, amministratore unico di CliCon, ha spiegato che i dati del progetto descrivono la psoriasi come una malattia cronica complessa, non limitata alle manifestazioni cutanee. Secondo Romanelli, la severità, le comorbidità e gli effetti sulla qualità della vita richiedono assistenza continuativa e controlli specialistici regolari.

Alla conferenza hanno partecipato anche Ilenia Malavasi, Luciano Ciocchetti e Ylenia Lucaselli. I rappresentanti istituzionali hanno indicato nell’analisi di Radar-Psoriasi una base concreta per valutare l’estensione delle tutele e ridurre le differenze nell’accesso alle cure.

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