Cuba, un viaggiatore porta farmaci e aiuti sull’isola
Nel bagaglio destinato all’Avana anche prodotti per l’igiene, alimenti e materiale sanitario raccolti con un’associazione
Un viaggiatore italiano sta portando a Cuba medicinali, prodotti per l’igiene e forniture sanitarie raccolti con il supporto di un’associazione. L’iniziativa nasce dalla necessità di sfruttare il bagaglio in eccesso per consegnare beni difficili da reperire sull’isola.
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Come nasce la valigia solidale
L’idea è arrivata grazie a Carla Vitantonio, cooperante e autrice che si divide tra Cuba e Italia. Durante un incontro a Milano per la presentazione del libro “L’ora di Cuba”, ha spiegato al viaggiatore la possibilità di utilizzare una “maleta humanitaria”, cioè una valigia destinata agli aiuti.
Dopo quella conversazione, il viaggiatore ha contattato Francesco di We Without Borders – ODV, organizzazione impegnata nella consegna di farmaci e attrezzature ospedaliere. Il confronto ha riguardato autorizzazioni, dogane, norme dei quattro Paesi attraversati e regole per il trasporto aereo. Un errore nella documentazione può causare il blocco della merce, ma il trasferimento è possibile rispettando le procedure.
Cosa manca negli ospedali
Secondo le informazioni raccolte dai contatti dell’associazione a Cuba, nelle farmacie si trovano con difficoltà medicinali comuni come paracetamolo, antibiotici, acido acetilsalicilico e ibuprofene. La carenza riguarda anche trattamenti indispensabili per la dialisi e il diabete.
Tra le necessità segnalate ci sono inoltre lame chirurgiche, disinfettanti, garze, bende e cerotti. Le restrizioni legate allo scalo in Messico hanno però ridotto il numero di farmaci trasportabili nell’itinerario scelto.
La raccolta si è così estesa ad altri beni: assorbenti e articoli per l’igiene personale, latte in polvere, pannolini e integratori. Anche gli assorbenti, in particolare, risultano difficili da trovare e vengono cercati da alcune persone attraverso il mercato informale.
Il viaggio verso L’Avana
Per raggiungere Cuba, il viaggiatore è partito da Cancún su un Airbus A330 impiegato per un volo a noleggio. Non era la destinazione inizialmente scelta, ma da lì partiva una delle poche soluzioni di linea economicamente accessibili per arrivare all’Avana.
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A bordo ha viaggiato con due zaini e una grande borsa da stiva da 120 litri, un carico molto più consistente rispetto ai 36 litri utilizzati abitualmente nei suoi viaggi con lo zaino. Nel bagaglio ha inserito anche strumenti per conservare l’energia, una borraccia filtrante, una borsa impermeabile, cibo e medicinali.
Il volo è durato quasi 13 ore. L’arrivo era previsto alle 19:58 locali, che per l’orologio biologico del passeggero corrispondevano alle 01:58 del giorno successivo. Il percorso comprende tre Paesi dell’America Latina, con una difficoltà aggiuntiva legata alla disponibilità di carburante a Cuba.
I problemi quotidiani sull’isola
In questo periodo gli aerei devono partire con carburante sufficiente per il viaggio di ritorno oppure prevedere uno scalo tecnico, perché sull’isola non è sempre possibile rifornirsi. La scarsità di combustibile si riflette sulla produzione elettrica e provoca conseguenze a catena.
Le interruzioni di corrente rendono instabili le pompe degli acquedotti, complicano la conservazione degli alimenti, indeboliscono la rete telefonica e ostacolano i trasporti su strada. I blackout, osserva il viaggiatore, non rappresentano un episodio eccezionale come quello vissuto in Spagna nel 2025, ma fanno parte della quotidianità cubana.
Portare una valigia solidale significa quindi utilizzare lo spazio disponibile per rispondere a bisogni concreti, senza pretendere di risolvere problemi enormi con un singolo viaggio. Per chi parte, può essere anche un modo per ridurre l’impatto del turismo e creare un aiuto diretto verso le persone che ne hanno bisogno.
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