Cinque giorni in terapia intensiva per Lele Mora dopo l’ictus
L’ex agente dei personaggi televisivi è in Neurologia da due settimane e attende il trasferimento vicino alla famiglia
Lele Mora è ricoverato da circa due settimane al Policlinico Umberto I di Roma dopo essere stato colpito da un ictus durante una tournée.
La figlia Diana gli ha mostrato in videochiamata uno dei nipoti. Il momento ha commosso Mora, che ha pianto accanto alla figlia: il suo ultimo spettacolo si intitola «L’uomo che creava le stelle».
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La famiglia gli resta accanto
Diana e Mirko si sono alternati vicino al padre, affrontando lunghi viaggi per raggiungerlo. La famiglia ha scelto di mantenere riservata la notizia, limitandola alla cerchia più stretta e senza informare il mondo dello spettacolo.
Mora, in un’intervista riportata da Il Messaggero, ha descritto la malattia come la prova più dura della sua vita. Poi ha indicato nei figli e nei nipoti la ragione per continuare a lottare: «Vivo per loro».
Il ricovero dopo il malore
L’ex agente dei personaggi televisivi si trova nel reparto di Neurologia, seguito dall’équipe guidata da Giovanni Fabbrini, direttore del dipartimento, e da Francesco Pugliese, responsabile dell’Emergenza e Urgenza. Al suo fianco, durante la degenza, ci sono anche don Felice e la figlia Diana.
Mora ha raccontato di avere avvertito un malore prima di esibirsi al Teatro San Filippo dell’Aquila, dove lo spettacolo aveva registrato il tutto esaurito. Nonostante le condizioni, è salito sul palco per rispetto del pubblico che aveva acquistato il biglietto.
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Cinque giorni in terapia intensiva
Il giorno seguente avrebbe dovuto raggiungere i familiari a Verona passando da Roma. Durante il viaggio in treno verso la Capitale ha perso i sensi e, dopo quello che ha definito un «buio totale», si è risvegliato in ospedale.
È rimasto cinque giorni in terapia intensiva e ha descritto il ritorno alla coscienza come molto difficile. «Mi hanno strappato alla morte», ha detto, spiegando di attribuire a Dio il fatto di essere ancora vivo.
La riabilitazione e il trasferimento
I medici gli hanno prospettato un percorso riabilitativo di almeno 60 giorni. Mora ha ringraziato sanitari e infermieri per l’assistenza ricevuta e per averlo aiutato a non sentirsi solo durante il ricovero.
L’ex agente sta cercando di trasferirsi in una struttura del Veneto, possibilmente a Verona, per poter stare vicino ai suoi affetti. Al momento, però, la ricerca di un posto disponibile non si è ancora conclusa.
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