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Attualità 1 min di lettura50 min fa

Cuba, trasporti al collasso: restano soltanto 21 linee

Le corse degli autobus interprovinciali sono precipitate da 419 a poco più di 11 al giorno, mentre i collegamenti ferroviari arrivano ogni 16 giorni.

A Cuba il trasporto pubblico è ormai vicino al blocco: la rete nazionale funziona a una quota minima rispetto al passato e il numero dei servizi è diminuito del 90%. Il dato fotografa una crisi che rende sempre più difficili gli spostamenti su un’isola lunga 1.250 chilometri.

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Autobus, il crollo delle tratte

Il ministro dei Trasporti Eduardo Rodríguez Dávila ha ammesso la gravità della situazione durante un incontro con la stampa all’Avana. Delle oltre 100 tratte interprovinciali che erano operative in precedenza, oggi ne risultano attive appena 21.

Anche la frequenza dei viaggi si è ridotta drasticamente. Le partenze quotidiane degli autobus sono passate da 419 a poco più di 11, lasciando la principale infrastruttura per i collegamenti tra le province ben al di sotto della capacità originaria.


Treni sempre più sporadici

Il peggioramento riguarda anche il trasporto ferroviario. In passato i convogli collegavano le province ogni quattro giorni; adesso lo stesso servizio viene garantito soltanto una volta ogni 16 giorni.

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Secondo le autorità cubane, il sistema sta vivendo una delle fasi più difficili della sua storia. La crisi dei collegamenti si inserisce in un quadro nazionale segnato da una grave emergenza energetica e da una recessione tra le più pesanti degli ultimi anni.


Energia ed economia aggravano l’emergenza

Cuba, Paese di circa 10 milioni di abitanti, deve fare i conti con una forte riduzione delle risorse disponibili per mantenere attiva la rete dei trasporti. La scarsità di energia incide sulla possibilità di assicurare corse regolari sia su strada sia su rotaia.

A complicare ulteriormente il quadro sono le rinnovate tensioni con gli Stati Uniti, che hanno rafforzato l’embargo. In questo contesto, il trasporto pubblico interprovinciale è diventato uno dei settori più esposti alle difficoltà economiche e operative dell’isola.

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