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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Cuba, la tessera dei razionamenti verso l’addio: cosa accade

La storica libreta garantisce da decenni beni essenziali a costi minimi, ma le carenze nei negozi statali e la crescita delle botteghe private ne mettono in discussione il futuro.

A Cuba la crisi delle forniture sta rendendo quasi inutilizzabile la libreta, il documento con cui ogni famiglia riceve una quantità mensile di alimenti e prodotti indispensabili a prezzi simbolici. Negli ultimi giorni, molti residenti non hanno trovato beni da acquistare nei punti vendita statali dedicati al razionamento.

Le testimonianze raccolte sul posto da giornalisti internazionali descrivono una rete distributiva sempre più sguarnita. Il governo, tuttavia, non ha annunciato ufficialmente la cancellazione del sistema né riconosciuto che sia ormai in fase di smantellamento.


I negozi statali restano senza merci

Un esercizio dell’Avana, secondo il racconto di una dipendente a Canal Caribe, ha ricevuto soltanto sigari nel mese di agosto e fagioli a settembre. Nei primi giorni di ottobre, invece, il negozio era completamente privo di prodotti destinati alla distribuzione attraverso la libreta.

Il peggioramento delle disponibilità ha riacceso i dubbi sul destino di uno strumento introdotto nel 1962 da Fidel Castro. Da allora, la tessera è diventata uno dei simboli più riconoscibili della Rivoluzione, perché lega l’accesso alle necessità quotidiane a un sistema pubblico di quote e prezzi calmierati.

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Le botteghe private cambiano lo scenario

Mentre i punti vendita statali faticano a garantire le assegnazioni, sull’isola si stanno diffondendo attività commerciali private. La loro crescita rientra nel percorso di revisione del modello economico a controllo pubblico avviato dall’esecutivo negli ultimi mesi.

Questa apertura al mercato, secondo le ricostruzioni disponibili, si sviluppa anche sotto la pressione degli Stati Uniti. La contemporanea carenza nei negozi della distribuzione razionata e l’espansione delle nuove botteghe alimentano così l’ipotesi che la libreta possa perdere gradualmente il proprio ruolo, pur in assenza di una conferma formale da parte delle autorità cubane.

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