Cuba, la rete elettrica al limite: nuovo incendio e nove unità ferme
Le fiamme nella centrale di Santa Cruz del Norte sono state domate, ma la produzione è scesa a 740 megawatt contro una richiesta vicina ai 3.000
L’ennesimo guasto colpisce il sistema energetico cubano proprio mentre l’isola affronta una grave carenza di elettricità. Un incendio scoppiato alle 06:55 nella centrale termoelettrica di Santa Cruz del Norte, nella provincia occidentale di Mayabeque, ha danneggiato un’altra unità di produzione e ha ridotto ulteriormente la capacità disponibile.
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Produzione ormai lontana dal fabbisogno
I dati diffusi dall’ente statale Unión Eléctrica descrivono un divario molto ampio tra l’energia generata e quella richiesta. La capacità operativa si è fermata a 740 megawatt, mentre la domanda nazionale ha sfiorato i 3.000 megawatt.
L’incendio è stato dichiarato sotto controllo, ma i danni hanno reso inutilizzabile una nuova unità della centrale. Il blocco si somma a quello di altre cinque unità già indisponibili e a tre impianti che, al momento, sono interessati da interventi di manutenzione.
Nove unità fuori dalla rete
Nel complesso, sono quindi nove le unità che non contribuiscono alla generazione elettrica nazionale: una fermata a causa dell’incendio, cinque già fuori servizio e tre temporaneamente sottoposte a lavori. La conseguenza è un ulteriore restringimento dei margini con cui la rete deve affrontare la richiesta di energia.
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Le autorità cubane non hanno ancora chiarito l’origine dell’incidente avvenuto a Santa Cruz del Norte. L’assenza di una spiegazione sulle cause si aggiunge all’incertezza legata ai tempi necessari per valutare i danni e stabilire quando l’unità potrà tornare operativa.
Combustibile e pressioni esterne
La situazione sull’isola è stata definita “critica” dalle autorità. Alla sequenza di guasti, manutenzioni e danni provocati dall’incendio si unisce infatti la cronica insufficienza di combustibile destinato alla produzione elettrica.
Secondo la ricostruzione fornita, la scarsità di carburante è collegata anche al blocco petrolifero imposto da Washington. In questo quadro, la perdita di un’ulteriore unità nella centrale di Mayabeque aggrava una crisi che già limita fortemente la capacità del sistema di soddisfare la domanda nazionale.
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