Cristina Kirchner, il 2027 passa dall’ONU: peronismo spaccato
L’ex presidente argentina punta ancora alla Casa Rosada mentre il ricorso internazionale si intreccia con la sfida interna ad Axel Kicillof
La condanna non ha cancellato l’obiettivo politico di Cristina Kirchner: l’ex presidente argentina, in carica dal 2007 al 2015, continua a guardare alle elezioni del 2027. Il suo progetto, però, dipende anche dall’esito del ricorso presentato al Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite e si scontra con le divisioni sempre più evidenti nel peronismo.
Il ricorso tiene aperta la partita
A confermare la volontà di candidatura è stato Máximo Kirchner, figlio dell’ex presidente e deputato nazionale. Cristina Kirchner sta scontando una pena di sei anni per corruzione, accompagnata dall’interdizione perpetua dai pubblici uffici, ma il procedimento avviato presso l’ONU rappresenta per lei un possibile passaggio decisivo.
Intervistato da Infobae, Máximo Kirchner ha sostenuto che sua madre, intraprendendo l’azione davanti alle Nazioni Unite, abbia mostrato di voler continuare a rappresentare gli argentini che ritengono possibile un suo ritorno alla presidenza. Il deputato ha inoltre avvertito: «Senza Cristina in lista, il peronismo perde competitività».
Kicillof sfida la leadership
La prospettiva di una nuova candidatura dell’ex presidente si sovrappone alle ambizioni di Axel Kicillof, governatore della provincia di Buenos Aires e figura sostenuta dall’ala moderata del peronismo. Máximo Kirchner ha riconosciuto che il movimento oggi è diviso e che questa frattura rende più complesso definire una linea comune in vista del 2027.
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Kicillof, durante un comizio recente, si è detto disponibile a guidare una coalizione ampia con l’obiettivo di «sconfiggere Milei». Le due posizioni delineano così una contesa interna per la guida dell’opposizione, proprio mentre il presidente ultraliberista attraversa una fase difficile.
Milei in difficoltà, ma senza vantaggi
Gli ultimi sondaggi descrivono un peggioramento dell’immagine di Javier Milei. Anche i dati sull’attività economica segnalano il rischio che l’Argentina entri in recessione, offrendo al peronismo l’occasione per rilanciare la propria presenza politica.
Tuttavia, la frammentazione del movimento potrebbe impedirgli di sfruttare le difficoltà del governo. La possibile candidatura di Cristina Kirchner, ancora legata al percorso internazionale contro la condanna, resta quindi al centro di una disputa che riguarda sia il futuro elettorale dell’ex presidente sia gli equilibri dell’intero peronismo.
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