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Attualità 1 min di lettura31 ott

Criptovalute, 6,3 miliardi sottratti a Binance: accusa a Pyongyang

Sottratti 6,3 miliardi di dollari: congelati circa 3 miliardi, mentre il resto potrebbe essere riciclato

Binance ha subito un furto di criptovalute da 6,3 miliardi di dollari, attribuito dall’Fbi alla Corea del Nord.

Secondo l’agenzia statunitense, gli autori avrebbero già iniziato a spostare il denaro per ostacolarne l’identificazione. In una nota diffusa sabato, l’Fbi ha riferito che il gruppo TraderTraitor ha convertito soprattutto in Ethereum gli asset sottratti. L’indagine è condotta insieme al Servizio Segreto degli Stati Uniti e alla Divisione Investigativa Criminale dell’Internal Revenue Service.

Gli investigatori ritengono possibile un ulteriore passaggio attraverso servizi di finanza decentralizzata e piattaforme per lo scambio immediato di criptovalute. Questi trasferimenti, secondo la ricostruzione americana, servirebbero a rendere meno chiara l’origine dei fondi e a completare le operazioni di riciclaggio.

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Il denaro ancora da seguire

Le autorità statunitensi stanno monitorando i movimenti degli asset digitali per ricostruire il tragitto delle somme. L’Fbi considera TraderTraitor il gruppo nordcoreano responsabile dell’operazione e ipotizza che il bottino possa contribuire al finanziamento del regime guidato da Kim Jong-un.

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Una parte consistente del denaro è stata però bloccata. Circa 3 miliardi di dollari in criptovalute sono stati congelati con il coinvolgimento di Tether, Circle e di altre società del comparto.


La risposta di Binance

L’attacco ha portato alla sospensione immediata dei prelievi sulla piattaforma. Binance ha inoltre comunicato che si farà carico dell’intero ammontare delle perdite, senza trasferirlo ai propri utenti.

Dopo il congelamento, nelle mani degli autori resterebbero circa 3,3 miliardi di dollari. L’operazione è stata descritta come il più ingente colpo informatico mai registrato nel settore delle criptovalute.

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