Cortei, la protesta si spezza: oltre 60 fermati e il nodo del 30 ottobre
Le manifestazioni contro il carovita sono degenerate in violenze a Milano, Torino e Bologna, con feriti, arresti e pesanti disagi per cittadini e commercianti.
«Manifestare è un diritto, ma mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è»: Giorgia Meloni ha reagito così agli scontri avvenuti durante le proteste, chiedendo alle opposizioni di non mantenere posizioni ambigue. Il bilancio provvisorio parla di oltre 60 persone fermate, tra cui numerosi minorenni, oltre a decine di feriti tra manifestanti e forze dell’ordine.
Il clima resta osservato con particolare attenzione in vista del 30 ottobre, quando nella Capitale è prevista una nuova mobilitazione. Il Comitato di analisi strategica antiterrorismo sta valutando gli sviluppi registrati nelle ultime giornate: negli apparati di sicurezza c’è il timore che l’appuntamento possa rappresentare l’anticipo di un autunno complesso sul piano dell’ordine pubblico.
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La protesta perde il controllo nelle città
Le manifestazioni erano state organizzate per contestare stipendi considerati insufficienti, affitti troppo elevati e un costo della vita sempre più difficile da sostenere. In alcune piazze si sono aggiunte richieste legate al diritto allo studio e alla condanna delle guerre. La mobilitazione, tuttavia, in diversi momenti è sfociata in lanci di pietre e petardi, barricate, incendi, cariche, idranti e gas lacrimogeni.
A Milano, il sindaco Giuseppe Sala ha riconosciuto la legittimità delle ragioni alla base del corteo, separandole però dalle violenze e dai danni provocati in città. Ha inoltre invitato la politica a non utilizzare l’accaduto soltanto per ottenere consenso, ma a confrontarsi con le difficoltà sociali che hanno alimentato la protesta.
Milano, il centro tra fiamme e scontri
Nel capoluogo lombardo la tensione è comparsa già nelle prime fasi del corteo. Tra piazza Duomo e le strade circostanti sono stati lanciati fumogeni e bombe carta contro gli agenti, mentre la polizia ha risposto con alcune cariche. Turisti e negozianti sono rimasti coinvolti nel caos: diversi esercizi hanno chiuso le serrande per proteggersi, mentre biciclette elettriche, cestini e altri oggetti sono stati rovesciati o impiegati durante gli scontri.
In corso Vittorio Emanuele II, parti di un’impalcatura sono state utilizzate per accendere un rogo. Il bilancio milanese comprende almeno quattro agenti feriti e circa 20 manifestanti che hanno riportato conseguenze fisiche. Le persone fermate sono state più di 50, circa la metà minorenni, e i danneggiamenti sono continuati fino a tarda sera nonostante una fase di relativa calma.
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Torino e Bologna, danni e feriti
A Torino il corteo avrebbe dovuto terminare in piazza Castello, ma poco dopo le 17 un gruppo di persone con il volto coperto si è portato in testa alla manifestazione. Alla stazione di Porta Nuova è stata danneggiata la libreria Feltrinelli, con libri e dischi sparsi all’interno, mentre all’esterno sono comparsi lanci di bottiglie, pietre e lacrimogeni.
Nelle vie del centro sono state assemblate barricate con cassonetti, transenne, sedie, tavolini e cestini. La polizia ha fermato 12 persone, dieci delle quali minorenni; durante i controlli sarebbero stati trovati petardi, sanpietrini, martelli frangivetro e bottiglie molotov. Tre ragazzi sono rimasti feriti. Nicole Albanese, tra le organizzatrici, ha preso le distanze dagli episodi: «Noi volevamo solo protestare contro il carovita, non doveva finire così».
A Bologna hanno partecipato alla mobilitazione circa tremila persone. Nel pomeriggio, un gruppo di circa 300 incappucciati ha raggiunto la stazione centrale, dove sono cominciati gli scontri con gli agenti schierati agli ingressi. Per creare ostacoli sono stati usati cassonetti, biciclette elettriche, transenne e materiali provenienti dal cantiere del tram.
Alcuni oggetti sono stati dati alle fiamme e sono stati segnalati danni a cantieri, cartelli stradali, biciclette e vetrine. L’ingresso principale della stazione è rimasto chiuso per ore, con i viaggiatori indirizzati verso accessi secondari, mentre la circolazione nella zona è stata bloccata. Le forze dell’ordine hanno impiegato più di 400 lacrimogeni; 36 tra carabinieri e poliziotti hanno dovuto ricorrere a cure mediche. Quattro minorenni sono stati arrestati, sette giovani denunciati, dieci persone portate in questura e altre 40 identificate.
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