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Francia, l’accusa di Vance dopo le rivolte: “Colpa di immigrazione e assimilazione

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance lega le violenze esplose in Francia ai flussi migratori e alle difficoltà di integrazione.

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance lega le violenze esplose in Francia ai flussi migratori e alle difficoltà di integrazione. La sua posizione arriva mentre diverse città del Paese sono attraversate da proteste, assalti agli edifici pubblici e scontri con la polizia.

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Vance punta il dito sull’integrazione

Parlando a Cbs News, Vance ha indicato nell’immigrazione e nei problemi di assimilazione le ragioni principali dell’escalation. In seguito, attraverso un messaggio pubblicato su X insieme a un video del municipio di Limoges in fiamme, ha sostenuto che le classi dirigenti progressiste occidentali avrebbero favorito l’arrivo di popolazioni dal Terzo Mondo in nome della diversità e della compassione.

Nel testo, il vicepresidente americano ha accusato i liberali occidentali di aver trascurato i temi dell’assimilazione e della compatibilità sociale, nonostante fossero stati avvertiti delle possibili conseguenze. Rivolgendosi anche al pubblico statunitense, ha scritto: “Spero che gli americani stiano prestando attenzione: questo è il futuro che i democratici al Congresso desiderano per il vostro Paese”.

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Parigi schiera migliaia di agenti

La crisi ha coinvolto la capitale e altri centri importanti, tra cui Lione, Bordeaux, Marsiglia e Limoges. A Marsiglia alcuni manifestanti hanno fatto irruzione nel municipio, scandendo richiami alla presa della Bastiglia, mentre le autorità hanno rafforzato in modo massiccio la presenza delle forze dell’ordine.

Il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha riferito di 1.200 persone fermate durante le proteste e di 150 agenti rimasti feriti. Di fronte alla gravità degli episodi, ha dichiarato: “È un miracolo che il bilancio non sia stato più grave. È giunto il momento di scegliere da che parte stare: o con la Repubblica, o con i facinorosi”.

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