9.000Lettori online ora
Attualità 2 min di lettura2 ore fa

Cornell, il caso riaperto: sette accusati e sanzioni sotto esame

La governatrice di New York affida a un procuratore speciale l’inchiesta sulle accuse contro sette studenti e sulle conseguenze decise dall’università.

La vicenda della Cornell University torna al centro dell’attenzione dopo la decisione di riaprire le indagini sulle accuse di violenza sessuale rivolte a sette studenti. La governatrice di New York Kathy Hochul ha tolto la supervisione del caso al procuratore distrettuale della contea di Tompkins e ha affidato l’incarico a un procuratore speciale.

La scelta arriva mentre vengono esaminate anche le decisioni adottate dall’ateneo: la confraternita Chi Phi è stata chiusa, ma soltanto due degli studenti coinvolti sono stati espulsi. Per gli altri cinque, invece, la sanzione sarebbe consistita nella stesura di un elaborato sull’accaduto.


La nuova inchiesta cambia supervisore

Matthew Van Houten aveva annunciato la riapertura del fascicolo, ma poco dopo è stato sollevato dal compito di guidare il procedimento. Hochul ha nominato il procuratore generale dello Stato di New York come responsabile speciale delle verifiche sul presunto stupro avvenuto alla Cornell.

«Le nuove informazioni hanno sollevato seri interrogativi su come è stato gestito questo caso e ho perso fiducia nella capacità del procuratore distrettuale della contea di Tompkins di supervisionarlo in modo imparziale», ha affermato la governatrice. L’obiettivo è ora chiarire sia la dinamica dei fatti sia il modo in cui le accuse sono state trattate dalle autorità e dall’università.


Cosa sarebbe accaduto nella confraternita

Secondo la testimonianza della giovane, i fatti risalgono all’ottobre 2024. La donna avrebbe raccontato di essere stata obbligata a consumare alcol e sostanze stupefacenti, tra cui marijuana e soprattutto ketamina, prima di subire violenze per diverse ore nei locali della confraternita Chi Phi.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

I ragazzi, consapevoli delle sue condizioni e della sua incapacità di reagire, avrebbero poi scritto nella conversazione della confraternita «sesso gratis», invitando altri membri a partecipare. La denuncia sarebbe stata presentata circa due settimane dopo, quando la vittima si trovava ancora in stato di shock; nella relazione, lunga più di 120 pagine, non comparirebbe però il termine «stupro».


Le sanzioni dell’università fanno discutere

L’indagine interna della Cornell University ha portato alla chiusura della confraternita e all’espulsione di due studenti tra quelli denunciati. Gli altri cinque non sono stati allontanati dall’ateneo: per loro sarebbe stata prevista la redazione di un tema dedicato alla vicenda.

La distanza tra le conseguenze applicate ai diversi studenti è uno degli aspetti destinati a essere riesaminati con la riapertura del caso. Anche le parole del presidente degli Stati Uniti Donald Trump hanno attirato attenzione, pur senza entrare nel merito: «Non ne so molto, ma la Cornell è un’ottima università e sono certo che faranno la cosa giusta», ha dichiarato.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere