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Attualità 2 min di lettura2 ott

Conti pubblici e urne: Schlein chiede a Meloni di lasciare

La leader del Pd accusa il governo sul deficit, rivendica il peso del partito nell’opposizione e annuncia battaglia sulla Rai.

Elly Schlein rilancia la sfida al governo e invita Giorgia Meloni a interrompere l’esperienza di Palazzo Chigi. Nel corso della Direzione del Pd, la segretaria ha sostenuto che il centrosinistra è pronto a misurarsi con gli elettori e ha rivendicato per il suo partito un ruolo centrale nella costruzione dell’alternativa progressista.


Il Pd rivendica il suo peso

Secondo Schlein, il programma dell’eventuale coalizione dovrà nascere dal confronto tra tutte le forze alleate, mantenendo un’impostazione aperta e inclusiva. La segretaria ha però escluso che ogni componente possa avere lo stesso peso, ricordando che il Pd ha conquistato una posizione dominante tra i partiti di opposizione.

«Generosi sì, ingenui no», ha sintetizzato Schlein durante la riunione al Nazareno. La leader dem ha attribuito il risultato al lavoro svolto sul territorio e ha ricordato che, alle europee, alle regionali e alle comunali, il Pd ha raccolto il doppio dei voti rispetto alle altre forze dell’opposizione. Da qui la richiesta di un riconoscimento proporzionato nella definizione della futura alleanza.


Deficit e procedura europea

L’attacco alla maggioranza è partito anche dai dati sui conti pubblici. Schlein ha richiamato la certificazione dell’Istat, secondo cui il deficit nel 2025 è rimasto al 3,1%, circostanza che impedisce all’Italia di uscire prima del previsto dalla procedura d’infrazione europea.

La segretaria ha accusato Meloni di aver reagito alle cifre contestando l’Istat invece di assumersi la responsabilità politica del risultato. Con una metafora, ha osservato che il governo si sarebbe scagliato contro il “termometro” anziché occuparsi della “febbre” del Paese. Da questa valutazione è arrivata la richiesta di lasciare il governo: «Avete fallito, andate a casa. Prima si vota e meglio è per l’Italia».

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La battaglia sulla Rai

Nel suo intervento Schlein ha confermato anche l’impegno del Pd per una riforma condivisa del servizio pubblico. La proposta, elaborata insieme alle altre opposizioni, punta a rafforzare l’autonomia della Rai rispetto ai partiti e alla politica, in linea con il Media freedom act.

La leader del Pd ha contestato invece l’iniziativa della maggioranza, sostenendo che non rappresenterebbe una vera applicazione delle regole europee. A suo giudizio, l’obiettivo della destra resterebbe il controllo politico della televisione pubblica; per questo il Pd ha annunciato che continuerà a opporsi in Parlamento.


La sfida per il governo

Schlein ha infine riconosciuto l’esistenza di settori dell’establishment contrari al ritorno della sinistra al potere e, in particolare, alla possibilità che una donna di sinistra guidi il Paese. Il Pd, ha precisato, non intende però affidarsi a equilibri esterni.

La segretaria ha indicato una sola strada per arrivare a Palazzo Chigi: vincere le elezioni insieme all’alleanza progressista. La disponibilità al voto anticipato si accompagna così alla richiesta di costruire una coalizione ampia, ma con un peso determinante riconosciuto al Pd.

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