674notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 3 min di lettura45 min fa

Congedo maternità, l’Inps prova a eliminare la domanda: come funzionerà

A Bologna parte la sperimentazione che utilizza certificati e dati già disponibili per preparare automaticamente la pratica e ridurre gli oneri per lavoratrici e aziende.

Per accedere al congedo di maternità potrebbe non essere più necessario presentare una domanda separata. È la novità al centro della sperimentazione avviata dall’Inps a Bologna, dove l’Istituto sta testando un sistema capace di predisporre la pratica a partire dal certificato telematico di gravidanza e dalle informazioni già presenti nelle proprie banche dati.

L’obiettivo è rendere più rapido il riconoscimento della prestazione, alleggerendo gli obblighi amministrativi sia per le lavoratrici sia per le imprese. La fase iniziale coinvolge alcune aziende del territorio dell’Emilia-Romagna e rientra nel percorso dell’Inps verso servizi che si attivano in anticipo rispetto alla richiesta dell’utente.

Offerta del giorno21 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 71 giorni
*********


La pratica nasce dai dati già disponibili

Il nuovo modello prende avvio dal certificato telematico di gravidanza. Le informazioni già acquisite dall’Istituto vengono quindi utilizzate per avviare la procedura, con l’intento di superare la necessità di una richiesta specifica da parte della futura madre.

Maria Sciarrino, direttrice centrale degli Ammortizzatori sociali, ha spiegato durante l’incontro bolognese che il progetto punta a semplificare l’accesso alla tutela e a ridurre il lavoro ripetitivo degli uffici. In questo modo, le sedi territoriali potranno dedicare maggiore attenzione alle situazioni che richiedono valutazioni più articolate.


L’Inps vuole anticipare le richieste

Il presidente dell’Inps Gabriele Fava ha definito l’iniziativa un passaggio verso un rapporto diverso tra amministrazione e cittadine: «Per anni abbiamo chiesto alle donne di dimostrare il proprio diritto, oggi è lo Stato che lo riconosce per primo». Secondo Fava, il sistema dovrebbe accompagnare la lavoratrice dal certificato di gravidanza fino all’accesso completo alla prestazione, riducendo moduli, attese e passaggi agli sportelli.

La sperimentazione, ha aggiunto il presidente, parte dall’Emilia-Romagna con l’obiettivo di estendersi successivamente al resto d’Italia. Il progetto viene presentato anche come uno strumento concreto per sostenere la conciliazione tra occupazione e genitorialità, evitando che gli adempimenti burocratici diventino un ulteriore ostacolo.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Anche i flussi contributivi entrano nel progetto

Un ruolo importante sarà svolto dall’integrazione delle informazioni contributive. Antonio Pone, direttore generale vicario e direttore centrale delle Entrate contributive, ha illustrato l’impiego dei dati provenienti dal flusso UniEmens per rendere più efficiente la gestione della prestazione.

Massimiliano D’Angelo, direttore centrale Tecnologia, informatica e innovazione, ha riassunto la logica dell’intervento con queste parole: «Innovare significa anche eliminare una domanda, non soltanto digitalizzarla». La connessione tra le informazioni già disponibili dovrebbe infatti ridurre gli adempimenti per imprese e lavoratrici, trasformando la digitalizzazione in una semplificazione concreta.


Da Bologna alla possibile estensione nazionale

Il progetto è stato presentato a Bologna nel corso di un convegno organizzato dalla Direzione regionale Inps dell’Emilia-Romagna. Ai lavori hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, delle imprese e degli ordini professionali, insieme ai dirigenti dell’Istituto impegnati negli aspetti amministrativi, tecnologici e gestionali.

Tra gli intervenuti figuravano Francesco Ricci, direttore regionale dell’Inps in Emilia-Romagna, Fabio Cappello, direttore provinciale dell’Inps di Bologna, e Cinzia Nolletti, dirigente della Direzione centrale Ammortizzatori sociali. Il confronto ha coinvolto anche Rita Ghedini di Legacoop Bologna, l’avvocato Massimo Montorzi di Confindustria Emilia - Area Centro e Lorenzo Fabbri, presidente del Consiglio provinciale dell’Ordine dei consulenti del lavoro di Bologna.

Le imprese che hanno aderito alla fase iniziale contribuiranno a verificare il funzionamento del modello nella pratica quotidiana. Al termine dell’incontro si è discusso delle modalità operative e dei passaggi necessari per valutare l’efficacia dell’integrazione dei dati e l’eventuale estensione del sistema.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere