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Attualità 2 min di lettura50 min fa

Congedo di maternità, l’Inps prepara tutto: la domanda potrebbe sparire

A Bologna parte una sperimentazione che usa i dati già disponibili per avviare automaticamente la pratica e ridurre gli obblighi per lavoratrici e aziende.

La richiesta di congedo di maternità potrebbe non dover più essere presentata dalla lavoratrice. È questo il risultato a cui punta la sperimentazione avviata dall’Inps a Bologna, dove l’Istituto sta studiando un sistema capace di predisporre automaticamente la pratica utilizzando il certificato telematico di gravidanza e le informazioni già presenti nelle proprie banche dati.

Il progetto è stato presentato il 21 ottobre durante un incontro organizzato dalla Direzione regionale Inps dell’Emilia-Romagna. La fase iniziale coinvolge alcune imprese del territorio e servirà a verificare concretamente il funzionamento del nuovo modello prima di una possibile estensione nazionale.

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La pratica nasce dai dati già disponibili

Il meccanismo dovrebbe partire dal certificato telematico di gravidanza, collegandolo alle informazioni contributive e amministrative già acquisite dall’Istituto. In questo modo l’accesso alla prestazione diventerebbe più diretto, con una riduzione degli adempimenti sia per le lavoratrici sia per le aziende.

Maria Sciarrino, direttrice centrale degli Ammortizzatori sociali, ha spiegato che «con la sperimentazione di Bologna l’Inps compie un nuovo passo verso servizi più semplici e proattivi». L’obiettivo, ha aggiunto, è liberare le sedi dalle attività ripetitive e consentire agli uffici di concentrarsi sulle situazioni che richiedono valutazioni specifiche.

La digitalizzazione riguarda anche l’impiego dei flussi contributivi, compresi quelli trasmessi attraverso il sistema UniEmens. Antonio Pone, direttore generale vicario e direttore centrale delle Entrate contributive, ha evidenziato che la gestione digitale delle informazioni offre all’Inps maggiori possibilità di intervenire in anticipo e rendere più agevoli i procedimenti.

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Bologna apre la strada al modello nazionale

Durante il convegno sono stati approfonditi gli aspetti tecnologici, organizzativi e gestionali dell’iniziativa. Tra gli interventi anche quelli di Massimiliano D’Angelo, Fabio Cappello e Cinzia Nolletti, insieme ai rappresentanti delle imprese e delle professioni, tra cui Rita Ghedini, Massimo Montorzi e Lorenzo Fabbri.

La Direzione regionale Inps dell’Emilia-Romagna ha presentato il progetto come un ulteriore passaggio nel percorso di semplificazione dei servizi e di collaborazione con le realtà produttive. Le aziende che hanno aderito alla sperimentazione contribuiranno alla verifica delle modalità operative e dell’effettiva integrazione tra le diverse informazioni.

Il presidente dell’Inps, Gabriele Fava, ha attribuito all’iniziativa un valore più ampio rispetto alla sola innovazione amministrativa: «Per anni abbiamo chiesto alle donne di dimostrare il proprio diritto, oggi è lo Stato che lo riconosce per primo». Secondo Fava, il modello dovrebbe accompagnare la lavoratrice dal certificato di gravidanza fino all’accesso alla tutela, senza la necessità di compilare moduli o recarsi agli sportelli.

La sperimentazione bolognese servirà ora a misurare risultati e criticità del sistema. L’intenzione dichiarata dall’Istituto è partire dall’Emilia-Romagna per rendere successivamente disponibile il modello anche nel resto del Paese, sempre con l’obiettivo di rendere più immediato il riconoscimento del congedo di maternità.

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