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Attualità 2 min di lettura13 min fa

Como, l’allarme corre su WhatsApp: 30 giovani nel mirino

La Digos ha avviato perquisizioni tra ragazzi dai 14 ai 24 anni dopo la diffusione di messaggi che annunciavano aggressioni e saccheggi nel capoluogo lariano.

L’invito a inoltrare i messaggi ad amici, parenti e conoscenti ha contribuito a far circolare rapidamente un allarme dai contenuti violenti. Nelle chat si parlava di gruppi pronti a colpire persone, negozi e luoghi pubblici, alimentando il timore di disordini a Como e nell’area milanese.

Tra i bersagli indicati comparivano anche gli atenei: Bocconi, Iulm, Bicocca, Politecnico e Cattolica venivano citati insieme a banche e musei. Le comunicazioni descrivevano aggressioni, rapine e accoltellamenti senza motivazioni precise, oltre a un presunto gruppo di centinaia di persone intenzionato a molestare le ragazze.

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Scade domani
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Le università tra gli obiettivi

I messaggi facevano riferimento a presunte azioni coordinate contro diversi luoghi della città. In alcune conversazioni si sosteneva inoltre che gruppi neofascisti avrebbero raggiunto Cadorna, il Duomo, CityLife, i Navigli e Brera con l’obiettivo di aggredire gli stranieri.

Lo stesso materiale invitava studentesse e studenti a non uscire di casa. Tra le accuse diffuse figuravano un piano per violentare le ragazze, attacchi contro cittadini stranieri e una ritorsione nei confronti delle persone benestanti, indicate nelle chat con un termine gergale.


Controlli rafforzati sui trasporti

In vista della giornata di domani, la presenza delle forze dell’ordine è stata potenziata nelle stazioni ferroviarie della provincia di Como. La misura è stata predisposta anche considerando la partita interna del Como 1907 contro il Sassuolo, in programma alle 15.

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L’attenzione si concentra soprattutto sui possibili spostamenti di gruppi di giovani e giovanissimi. Le comunicazioni sono circolate dopo gli scontri avvenuti a Milano e prospettavano iniziative nelle principali aree del capoluogo lombardo.


L’indagine della Digos

La Digos sta eseguendo perquisizioni nei confronti di circa 30 ragazzi, in larga parte minorenni. Gli accertamenti riguardano la diffusione dei contenuti e l’ipotesi di istigazione a delinquere finalizzata al saccheggio.

Gli indagati hanno tra 14 e 24 anni. Il gruppo è composto soprattutto da italiani, con la presenza di alcuni giovani di seconda generazione e di pochi stranieri; l’operazione in provincia di Como è iniziata dalla tarda serata di ieri.

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