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Attualità 4 min di lettura15 ott

Commissione Agricoltura, la nomina che fa discutere: al vertice un cacciatore

Francesco Bruzzone guiderà l’organismo parlamentare mentre è in esame la riforma della legge sulla fauna: al suo fianco Maria Cristina Caretta, anche lei legata al mondo venatorio.

La Lega ha affidato la guida della commissione Agricoltura della Camera a Francesco Bruzzone, parlamentare da sempre vicino alle associazioni venatorie e cacciatore praticante. La nomina è stata contestata dalla LAV, che ha paragonato la scelta alla designazione di «Arsenio Lupin alla presidenza della commissione Giustizia», richiamando le iniziative politiche sostenute da Bruzzone negli anni.

L’associazione ricorda in particolare un provvedimento approvato durante il suo periodo nel Consiglio regionale della Liguria, con cui furono ridotte le superfici delle aree protette. Secondo la LAV, quella modifica avrebbe favorito soprattutto l’attività venatoria.

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Il caso dello stambecco riaccende lo scontro

Tra le prese di posizione più recenti di Bruzzone c’è la critica al ripensamento del ministro Francesco Lollobrigida sullo stambecco. L’animale era stato inizialmente inserito tra le specie cacciabili nel disegno di legge Malan, ma la previsione è stata poi eliminata dopo le contestazioni degli esperti e dell’opinione pubblica.

«Lo hanno sacrificato sull’altare della propaganda. Andrà in declino se non gestito, sarà il primo a subire i danni di questa scelta», aveva sostenuto Bruzzone. L’argomento, però, viene contestato da chi osserva che le popolazioni di stambecco sono aumentate proprio durante il periodo in cui la caccia alla specie è rimasta vietata.


Un percorso politico costruito con i cacciatori

Bruzzone rivendica di essere «l’unico vero cacciatore praticante tra Camera e Senato», spiegando che la sua frequenza nelle battute di caccia sarebbe il criterio con cui definisce quel “vero”. L’interesse per questa attività, racconta, gli è stato trasmesso dal padre.

Il rapporto con il mondo venatorio lo ha accompagnato fin dall’ingresso nella politica ligure. Eletto per la prima volta nel Consiglio regionale nel 1995, vi è rimasto 18 anni raccogliendo il sostegno delle associazioni di categoria. Nel 2018 è arrivato in Senato, mentre nel 2022 è stato eletto alla Camera.

Nel corso dell’anno partecipa a numerosi appuntamenti pubblici organizzati dalle realtà venatorie e alle sagre dedicate agli uccelli. Sui social ha inoltre pubblicato immagini di animali cacciati e poi cucinati, compresi esemplari impiegati come richiami vivi, rinchiusi in gabbie per attirare altri volatili.


La riforma della caccia passa dalla commissione

La nomina assume un peso particolare perché la commissione sta esaminando gli emendamenti alla revisione della legge 157/92, già approvata dal Senato. Il testo riguarda la protezione della fauna selvatica e dovrà essere applicato anche alla luce del principio di tutela degli animali inserito nell’articolo 9 della Costituzione.

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A sostenere una visione favorevole all’attività venatoria, tuttavia, sono anche le parole utilizzate dalla maggioranza: la caccia viene ricondotta alla “gestione” degli animali e i cacciatori sono indicati come “bioregolatori”. Nel 2024 Bruzzone aveva già presentato una proposta di legge destinata ad ampliare in modo significativo le possibilità di esercitare la caccia, anticipando di un anno l’intervento oggi sostenuto dal ministro Lollobrigida.

Il progetto aveva ricevuto critiche dal mondo scientifico, dalle associazioni ambientaliste e da una parte dello stesso settore venatorio. Anche numerosi cittadini si erano espressi contro il testo, che alla fine era stato fermato dalla maggioranza: Fratelli d’Italia, in particolare, non avrebbe voluto lasciare alla Lega una vittoria simbolica capace di rafforzarne il consenso tra i cacciatori.


Caretta al suo fianco, decisioni sotto esame

In commissione Bruzzone non è l’unico esponente legato alla caccia. La vicepresidenza è stata assegnata a Maria Cristina Caretta, deputata di Fratelli d’Italia e cacciatrice.

Entrambi dovranno seguire l’iter della riforma garantendo l’imparzialità richiesta dal ruolo. Il provvedimento è già previsto nel calendario dell’Aula per novembre, ma la legge di Bilancio occuperà gran parte dei lavori parlamentari fino alla fine dell’anno: la maggioranza potrebbe quindi cercare di comprimere i tempi per approvare la modifica prima delle elezioni.

Le posizioni di Bruzzone hanno alimentato polemiche anche su altri dossier. Nel marzo del 2024, commentando l’avvistamento di un lupo a Toirano, aveva definito “animalari” alcuni scienziati e aveva usato il termine “animalati” per riferirsi agli animalisti. In un’altra occasione, da relatore di proposte accorpate contro la macellazione di cavalli, asini, muli e bardotti, aveva liquidato l’iniziativa con la domanda: «È razzista, e allora le zanzare?».

L’anno scorso aveva inoltre sottoscritto un emendamento alla legge sulla montagna per consentire ai cacciatori di sparare ancora lungo i valichi montani, nonostante il divieto stabilito dal Tar. Sarà dunque la commissione da lui presieduta a dover accompagnare il percorso parlamentare di una riforma che incide direttamente sulle regole della caccia e sulla tutela della fauna.

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