Coez porta a Roma un concerto acustico per teatri
All’Auditorium della Conciliazione il cantante ha ripercorso il suo repertorio con arrangiamenti essenziali e atmosfere raccolte
Coez ha concluso a Roma il ciclo di concerti teatrali From the Rooftop, con l’ultima delle tre serate all’Auditorium della Conciliazione. Il cantautore ha proposto i suoi brani in una versione più intima, lontana dagli arrangiamenti pop dei grandi palchi.
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Un concerto ridotto all’essenziale
Sul palco, sei musicisti erano disposti a semicerchio accanto a una poltrona e a un tavolino con una lampada verde. L’impianto scenico, semplice ma curato, ha accompagnato una scaletta costruita per riportare al centro parole, voce e sfumature musicali.
L’apertura con Faccio un casino ha subito chiarito la direzione della serata. Uno dei pezzi più conosciuti di Coez è stato trasformato in una versione più misurata e confidenziale, nella quale il celebre verso «Amami o faccio un casino» ha perso l’irruenza delle esibizioni di dieci anni fa per assumere un tono più raccolto.
Chitarre acustiche, tastiera e archi hanno sostituito la veste più ricca delle produzioni abituali. La sottrazione degli elementi pop ha lasciato spazio a nuove sfumature, valorizzando una scrittura che negli anni ha raccontato emozioni quotidiane con immagini originali, dalla «scuola di danza nello stomaco» al «mondo fatto per due, come le confezioni dello yogurt».
Il pubblico ritrova le sue canzoni
La formula teatrale ha riunito ascoltatori cresciuti insieme al repertorio di Coez. L’atmosfera raccolta ha favorito un rapporto diretto tra artista e sala, con il pubblico immerso in una dimensione più silenziosa rispetto ai festival e ai concerti negli spazi più grandi.
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Nella scaletta non è comparsa Ci vuole una laurea, brano presentato la scorsa primavera nella colonna sonora di Due spicci, serie animata di Netflix legata a Zerocalcare. È stata una delle poche assenze segnalate durante la serata.
Il finale è stato affidato a Il mio canto libero di Lucio Battisti. La scelta ha chiuso il concerto con un’atmosfera sospesa, lasciando per alcune ore artista e spettatori riuniti nello stesso spazio, lontani dalla pressione dei grandi numeri.
Anche Mengoni sceglie i teatri
La ricerca di una dimensione più ravvicinata non riguarda soltanto Coez. Marco Mengoni ha annunciato Allo sbagliato, una serie di serate al Teatro Principe di Milano in programma dal 5 novembre al 19 dicembre, per un totale di 26 appuntamenti.
Durante quegli eventi sarà vietato usare i telefoni cellulari. Dopo numerosi concerti negli stadi e all’estero, Mengoni ha scelto quindi una formula più contenuta, centrata sull’ascolto e sul rapporto diretto con il pubblico.
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