Qatar, Yamaha rinuncia al Gran premio: griglia ridotta
La decisione legata alle tensioni in Medio Oriente apre il rischio di sanzioni e numerose assenze tra i piloti
Yamaha non correrà il Gran premio del Qatar, in programma il 7 e 8 novembre a Doha. La scelta potrebbe lasciare la MotoGP con appena 14 o 15 piloti al via.
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Le richieste dei piloti
La rinuncia della casa giapponese è arrivata dopo una nuova valutazione delle condizioni di sicurezza in Medio Oriente. Yamaha ha spiegato di non aver individuato elementi sufficienti per allentare le proprie limitazioni aziendali sui viaggi nella regione e ha precisato che l’assenza non modifica il suo impegno nel campionato: il rientro è previsto al Gran premio del Portogallo.
Jack Miller, che non sarà presente in Qatar proprio per la decisione della squadra, ha riferito il malumore degli altri concorrenti. «Siamo 19 o 20 piloti a essere fermamente convinti di non voler andare», ha detto, chiedendo garanzie formali prima della trasferta. Secondo l’australiano, chi sceglierà di non partire potrebbe tuttavia subire conseguenze economiche o sportive, anche legate alle licenze, con possibili ricadute per le squadre.
Anche la squadra VR46 ha lasciato ai propri piloti e agli ingegneri la valutazione finale. Il direttore Uccio Salucci ha spiegato che la partecipazione sarà decisa individualmente e ha anticipato che qualcuno dei suoi uomini potrebbe restare a casa. Fabio Di Giannantonio e Franco Morbidelli, al momento, risultano invece iscritti alla gara.
Il rischio di una griglia ridotta
Le altre squadre hanno confermato la partecipazione, ma il numero degli assenti potrebbe aumentare per ragioni fisiche. Alex Márquez salterà il fine settimana per sottoporsi lunedì 2 novembre alla rimozione di una placca e punta a tornare in pista in Portogallo.
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Restano da valutare anche le condizioni di Jorge Martín, Raúl Fernández, Fermín Aldeguer e Joan Mir. Non è ancora chiaro se qualcuno di loro riuscirà a rientrare né se le eventuali defezioni verranno compensate con sostituti. Insieme alle quattro Yamaha, le assenze già annunciate e quelle possibili potrebbero ridurre la partenza a 14 o 15 moto.
La risposta della MotoGP
La MotoGP ha espresso disappunto per la decisione, riconoscendo che Yamaha deve rispettare una politica aziendale più ampia sui viaggi in Medio Oriente. L’organizzazione ha però sostenuto di avere fornito garanzie adeguate a tutte le parti coinvolte nel campionato.
«Oltre alle implicazioni contrattuali derivanti dalla decisione di Yamaha in merito agli accordi con la MotoGP e l’IRTA, la mancata partecipazione comporta anche risvolti di natura sportiva», si legge nella replica ufficiale. Le eventuali sanzioni saranno valutate dalla FIM secondo le norme del campionato.
Il precedente con meno moto nell’era della MotoGP risale al Gran premio d’Australia del 2011, quando partirono 14 concorrenti. Il fine settimana di Doha potrebbe quindi avvicinarsi a quel minimo, con una griglia condizionata sia dalla posizione di Yamaha sia dagli infortuni ancora da verificare.
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