Civitavecchia-Orte, la partita europea vale più del porto: cosa cambia
A Bruxelles Raffaele Latrofa ha chiesto fondi per completare la superstrada e rafforzare ferrovie, intermodalità ed elettrificazione delle banchine.
Il futuro dei collegamenti tra il porto di Civitavecchia e il resto d’Europa passa soprattutto dal completamento della superstrada Civitavecchia-Orte. È questa la richiesta centrale portata a Bruxelles da Raffaele Latrofa, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, durante una giornata dedicata a trasporti, logistica e competitività.
L’infrastruttura dovrebbe collegare lo scalo dell’Alto Lazio all’autostrada A1 e alla E45, inserendolo in modo più efficace nel corridoio europeo Scandinavo-Mediterraneo della rete TEN-T. Al confronto hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni dell’Unione europea, europarlamentari e operatori del comparto.
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La strada che può cambiare la logistica
Nel colloquio con Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo, Latrofa ha indicato nella Civitavecchia-Orte una priorità per il porto e per l’economia dell’Italia centrale. Sberna ha assicurato attenzione al dossier e ha ricordato che a livello europeo è aperta la discussione sui prossimi finanziamenti destinati all’intermodalità, ai nodi della rete TEN-T e alla rimozione dei principali ostacoli infrastrutturali.
“Il completamento della Civitavecchia-Orte non è soltanto una necessità del nostro porto, ma un investimento strategico per l'intero sistema logistico dell'Italia centrale”, ha dichiarato Latrofa. Il presidente dell’Autorità portuale ha aggiunto che, accanto al collegamento stradale, andrebbe valutata anche la riattivazione della linea ferroviaria Civitavecchia-Capranica-Orte per sostenere i traffici commerciali.
Porto più verde, ma servono risorse
Durante il panel dedicato al rapporto tra sostenibilità e competitività, Latrofa ha sottolineato che la transizione ecologica non può essere separata dalla crescita dei traffici. Per raggiungere gli obiettivi europei, secondo il presidente, gli scali devono poter contare su finanziamenti adeguati per le infrastrutture energetiche e per i collegamenti intermodali.
Un esempio concreto è il progetto di elettrificazione delle banchine di Civitavecchia, con investimenti superiori a 80 milioni di euro. Grazie a questo intervento, le navi compatibili potranno spegnere i generatori durante la sosta e utilizzare energia proveniente dalla rete terrestre, riducendo le emissioni nei periodi di ormeggio.
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Lo stesso tema è stato analizzato in uno studio realizzato da Connact e CNR-STEMS, presentato nell’ambito dell’iniziativa. La ricerca ha esaminato l’impatto prodotto dalle emissioni delle navi nei porti, con un’attenzione specifica al traffico crocieristico.
Ferrovie e ultimo miglio già operativo
Nel confronto con Pierpaolo Settembri, vicecapo di Gabinetto del Commissario europeo ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas, il presidente dell’Autorità portuale ha chiesto che la prossima programmazione finanziaria dell’Unione sostenga sia le connessioni stradali e ferroviarie dei porti della rete centrale TEN-T sia gli impianti necessari a rendere pienamente funzionanti le banchine elettrificate.
A Civitavecchia, intanto, è stato completato l’ultimo tratto ferroviario interno allo scalo. I binari arrivano ora direttamente alle banchine commerciali, creando le condizioni per aumentare il trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia.
“Il nostro obiettivo è trasformare Civitavecchia in una piattaforma logistica sempre più integrata con i mercati nazionali ed europei”, ha concluso Latrofa. Per raggiungerlo, ha spiegato, sarà necessario coordinare istituzioni locali, governo nazionale e organismi europei, collegando gli obiettivi di sostenibilità alle risorse indispensabili per realizzarli.
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