1.407notizie oggi
Attualità 3 min di lettura13 ott

Civita 2028, l’arte lascia il segno: 35 opere e 15 km da vivere

Il progetto «Arte che viene, arte che va» punta a trasformare cultura, spazi pubblici ed educazione in un’eredità stabile per Civita di Bagnoregio e Bolsena.

Trentacinque opere destinate a rimanere nel patrimonio pubblico, quattro aree urbane da riqualificare e un itinerario ciclopedonale lungo 15 chilometri. Sono alcuni degli interventi previsti per Civita di Bagnoregio e Bolsena, scelte come Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028 con il progetto «Arte che viene, arte che va».

Il programma comprende anche un autobus trasformato in laboratorio itinerante, pensato per portare l’arte contemporanea nelle scuole e coinvolgere circa 10.000 ragazze e ragazzi. L’obiettivo dichiarato è andare oltre la durata del titolo e rafforzare il legame tra cultura, comunità e sviluppo locale.

Offerta del giorno14 ottobre

Douglas

-25% su app da Douglas con Beauty Card

Scade tra 2 giorni
*******


Un’eredità concreta oltre il 2028

Il piano non si limita alla realizzazione di eventi temporanei. Le opere permanenti, i nuovi spazi e il percorso per biciclette e pedoni dovrebbero restare a disposizione dei cittadini e dei visitatori, creando nuove occasioni per conoscere il territorio e favorendo attività legate al turismo, al lavoro e alla qualità della vita.

La proposta è stata presentata come una rete capace di unire istituzioni, imprese e abitanti di due piccoli centri dell’entroterra. Secondo i promotori, l’arte può diventare uno strumento per contrastare la distanza dai grandi poli urbani e offrire nuove prospettive a chi vive e lavora nella Tuscia.


La cultura parte dalla comunità

La candidatura congiunta ha avuto come capofila il Comune di Bagnoregio, insieme all’amministrazione di Bolsena. Il progetto è stato illustrato l’8 ottobre a Roma davanti alla giuria presieduta da Lorenza Baroncelli, della quale facevano parte Glauco Cavaciuti, Sofia Gnoli, Renata Cristina Mazzantini e Vincenzo Santoro. La proclamazione è arrivata dal ministro della Cultura Alessandro Giuli.

Simonetta Giordani, intervenuta per l’Associazione Civita a nome del gruppo promotore, ha riassunto così l’impostazione scelta: «Non stiamo proponendo semplicemente un programma di arte contemporanea in un territorio bellissimo». L’intenzione, ha spiegato, è usare la cultura per modificare il rapporto tra il territorio e le nuove generazioni, con attenzione anche al benessere emotivo dei più giovani.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Una rete costruita nella Tuscia

Uno degli elementi centrali del progetto è il suo radicamento locale. Il programma è nato dal confronto con le realtà già attive nei due comuni e non da un modello calato dall’esterno: l’obiettivo è collegare esperienze esistenti, dando loro maggiore forza e visibilità.

A questa base si aggiungono collaborazioni con realtà di rilievo nazionale e internazionale. Tra queste figurano il Fondo Ambiente Italiano, l’Associazione Arte Continua, la Fondazione Reggio Children, l’Università della Tuscia, una rete di atenei del Mediterraneo, l’Università del Molise, il Sacro Bosco di Bomarzo e l’Associazione Civita.


Chi ha preparato il progetto

La stesura del dossier è stata affidata a TIWI. Il lavoro è stato affiancato da un comitato scientifico composto da Massimiliano Capo, Paolo Crepet, Mario Cristiani, Simonetta Giordani, Guido Guerzoni, Fabio Lucarelli e Sofia Elena Rovati.

L’impianto complessivo richiama lo spirito del Piano Olivetti: non soltanto promuovere iniziative culturali, ma incidere sulle relazioni sociali e sulla percezione che una comunità ha di sé. Per Civita di Bagnoregio e Bolsena, il 2028 diventa così il punto di partenza di un percorso destinato a proseguire anche dopo la fine dell’anno da Capitale.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere