Cinque stanze per i piccoli pazienti: la svolta del TMO di Brescia
Il reparto pediatrico per i trapianti di cellule staminali è stato rinnovato con un investimento di 1,5 milioni di euro sostenuto da una vasta rete del territorio.
Per Giuseppe Navoni, presidente di Ail Brescia OdV, quel reparto non è soltanto un luogo di cura: più di venticinque anni fa vi entrò sua figlia Alessandra. Oggi lei non c’è più, ma quella esperienza ha lasciato una traccia profonda e ha rafforzato il suo impegno accanto alle famiglie colpite dalla malattia.
La memoria personale di Navoni si intreccia così con la storia di una struttura che, dal 1990, ha seguito oltre 700 bambini arrivati dall’Italia e dall’estero per sottoporsi a un trapianto di cellule staminali. Nel giugno 2025 i pazienti trattati erano già 724, mentre il Laboratorio cellule staminali ha sviluppato anche procedure per i trapianti aploidentici, possibili in alcuni casi grazie a un genitore parzialmente compatibile.
Una rete nata per i bambini
A Brescia l’attività clinica ha raggiunto livelli riconosciuti anche fuori dai confini nazionali, ma gli ambienti avevano bisogno di un adeguamento. Da questa esigenza è nata la riqualificazione del reparto di Trapianto di midollo osseo pediatrico dell’ospedale dei Bambini della Asst Spedali Civili, che conserva il nome di Monica e Luca Folonari.
Il progetto, dal valore complessivo di 1,5 milioni di euro, è stato sostenuto da Ail Brescia Odv e dalla Fondazione della Comunità Bresciana. Un ruolo centrale è stato svolto dal Fondo “Cavaliere del Lavoro Francesco Folonari, Monica e Luca Folonari”, creato da Luisa Marchesani Folonari presso la Fondazione della Comunità Bresciana.
La raccolta ha coinvolto associazioni, fondazioni, aziende, gruppi e cittadini. Ail Brescia ha raccontato il percorso anche attraverso il “Diario di bordo di Tom”, realizzato con il sostegno del Giornale di Brescia e dedicato, in forma simbolica, ai bambini in attesa di un donatore e alle persone che li accompagnano.
Spazi più protetti e funzionali
Il nuovo reparto dispone di cinque camere di degenza a pressione positiva, tutte dotate di filtro di ingresso e bagno privato. Sono stati realizzati anche ambienti per medici e infermieri, depositi, spogliatoi, servizi e aree destinate ai familiari, insieme a impianti tecnologici avanzati e strumenti per controllare i parametri vitali.
L’obiettivo non era limitato al rifacimento edilizio. Gli spazi sono stati organizzati per rispettare i requisiti sanitari di un’attività delicata come il trapianto pediatrico e, nello stesso tempo, rendere più sostenibile la permanenza dei bambini e dei loro genitori, che può protrarsi a lungo.
Ail Brescia ha seguito l’intervento dalla progettazione alla conclusione dei lavori, iniziati nel luglio 2025. Per la parte tecnica sono stati incaricati DA.MA. Engineering, con il geometra Michele Canciani e l’ingegnere Stefano Dioni; l’associazione ha inoltre partecipato alla scelta delle imprese e dei fornitori.
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La cura ha riguardato anche gli elementi della vita quotidiana: letti, arredi, televisori e colori degli ambienti. Ogni scelta è stata valutata per creare un contesto sicuro e accogliente non solo per i piccoli pazienti e i loro familiari, ma anche per il personale che vi opera ogni giorno.
Un’intitolazione dal significato più forte
Il reparto continua a ricordare Monica e Luca Folonari, figli di Luisa Marchesani Folonari, scomparsi prematuramente. La madre, morta lo scorso luglio, aveva seguito da vicino un’iniziativa nella quale aveva investito energie e convinzione.
Dopo aver conosciuto nella propria vita perdite dolorose, Luisa Marchesani Folonari aveva indirizzato il proprio impegno verso i più fragili, con particolare attenzione ai bambini, alle famiglie alle prese con la malattia e agli anziani. Il fondo a lei collegato è stato decisivo per completare il finanziamento della struttura.
Durante l’inaugurazione, Luigi Cajazzo, direttore generale della Asst Spedali Civili di Brescia, ha sottolineato il progresso dell’oncoematologia pediatrica: «Quarant’anni fa le possibilità di guarigione in Oncoematologia pediatrica arrivavano al 65%. Oggi tocchiamo un tasso di sopravvivenza del 90%».
Il direttore ha aggiunto che la fiducia delle famiglie richiede, accanto alla competenza sanitaria, ambienti adeguati e tecnologie moderne. Il nuovo reparto è stato quindi presentato come un sostegno concreto al lavoro dell’équipe guidata dal dottor Porta.
Cura oltre il trapianto
Con l’apertura degli spazi rinnovati, Ail Brescia intende proseguire l’assistenza anche sul piano psicologico e nutrizionale. Le risorse ottenute con la campagna di Natale 2025 finanzieranno percorsi gratuiti rivolti ai bambini e ai loro familiari.
L’inaugurazione segna così la conclusione di un progetto partito come obiettivo condiviso e diventato una struttura operativa. Nel reparto rinnovato convivono sicurezza, innovazione e attenzione alla persona, elementi destinati ad accompagnare i pazienti in una delle fasi più impegnative del percorso di cura.
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