Cia, l’ironia di Cuba: «Washington è alla disperazione»
Il viceministro degli Esteri cubano attacca la campagna pubblica americana per reclutare collaboratori sull’isola.
«Deve esserci molta disperazione o miseria tra i ranghi dell’agenzia», ha scritto Carlos Fernández de Cossio, viceministro degli Esteri di Cuba. Il riferimento è alla scelta degli Stati Uniti di presentare pubblicamente le proprie proposte di collaborazione con la Cia.
GioiaPura
-15% su tutto da GioiaPura
L’attacco del viceministro cubano
Secondo Fernández de Cossio, l’agenzia americana sarebbe arrivata a promuovere le sue offerte con modalità simili a quelle utilizzate per vendere un prodotto di largo consumo. Il dirigente ha paragonato questa comunicazione alla pubblicità di «un tubetto di dentifricio».
Il commento è apparso sulla piattaforma X e rappresenta una reazione diretta dell’Avana all’iniziativa statunitense. Cuba ha così scelto il sarcasmo per contestare quella che considera una condizione di difficoltà all’interno dei ranghi dell’intelligence americana.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
La campagna americana sull’isola
L’irritazione cubana è legata all’appello rivolto ai cittadini dell’isola affinché forniscano collaborazione alla Cia. Si tratta di una campagna di reclutamento resa pubblica da Washington, mentre i rapporti tra i due Paesi attraversano una fase di crescente tensione.
Gli Stati Uniti stanno infatti aumentando la pressione nei confronti di Cuba, ancora governata dal sistema comunista. In questo quadro, la pubblicizzazione delle richieste rivolte ai cubani ha offerto all’Avana l’occasione per accusare Washington di agire per disperazione.
Continua a leggere
Dalle vesti papali agli ombrelli reali: l’Italia artigiana apre le porte
Oltre 100 laboratori mostrano al pubblico come nascono abiti, accessori, tessuti e oggetti d’alta manifattura durante la decima edizione di ApritiModa.
Dal 21 al 61%: così Riina ridisegnò la Sicilia mafiosa
Le mappe ricostruite sulle carte del maxiprocesso mostrano l’avanzata dei corleonesi: da una posizione minoritaria nel 1974 al controllo dell’intero sistema mafioso siciliano nel 1992.
Venanzio, il ristorante che l’alta cucina non può sostituire
Un ritorno dopo anni riaccende il ricordo del locale delle feste di famiglia, capace di rinnovarsi senza perdere accoglienza, memoria e autenticità.
Roman Chernenko e la libertà che l’Europa non vuole più difendere
L’ex barista di Kharkiv, oggi mentore per i soldati feriti, ha raccontato in Italia perché la resistenza ucraina riguarda anche il futuro politico dell’Europa.