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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Christa Pike si risveglia dopo due iniezioni: il caso senza precedenti

La condannata a morte in Tennessee è cosciente e parla, ma resta sottoposta a restrizioni e la prognosi rimane incerta dopo il fallimento dell’esecuzione.

Le condizioni di Christa Pike hanno registrato un inatteso sviluppo: la donna, sottoposta a due iniezioni letali, ha ripreso conoscenza e riesce a parlare. A comunicarlo sono stati i suoi avvocati, secondo i quali si tratta di una situazione «senza precedenti».


Il risveglio dopo l’esecuzione fallita

Pike è stata trasferita in ospedale nella serata del 30 settembre, dopo che l’esecuzione nella camera della morte del carcere di massima sicurezza Riverbend, a Nashville, non era andata a buon fine. La procedura prevedeva la somministrazione di pentobarbital attraverso flebo, ma il farmaco non ha prodotto l’esito previsto.

Nonostante le gravi lesioni riportate alle braccia durante i tentativi di inserimento delle flebo, la donna continua a essere tenuta ammanettata e con le caviglie incatenate. I legali hanno definito il risveglio e la successiva capacità di parlare un evento «senza precedenti» nel contesto di un’esecuzione capitale.


La prognosi resta ancora incerta

La prognosi di Christa Pike, che ha 50 anni, non è stata ancora chiarita. Randy Spivey e Kelly Gleason, suoi avvocati, hanno avvertito che il recupero potrebbe richiedere molto tempo: «Come minimo dobbiamo aspettarci tempi lunghi per la ripresa».

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I difensori hanno inoltre espresso riconoscenza verso i sanitari che stanno seguendo la loro assistita, sottolineando l’elevata qualità delle cure ricevute in ospedale. Al momento, tuttavia, non sono stati forniti ulteriori dettagli sulle sue condizioni.


La condanna per un omicidio commesso a 18

Pike è stata condannata alla pena capitale per l’omicidio di una ragazza della sua stessa età, commesso quando aveva 18 anni. La vicenda giudiziaria riguarda anche un complice, che all’epoca dei fatti aveva 17 anni.

Per il giovane è arrivata una condanna all’ergastolo, con la possibilità di ottenere una riduzione della pena. Per Pike, invece, era stata fissata l’esecuzione nel penitenziario Riverbend, procedura interrotta dopo i problemi verificatisi durante la somministrazione del farmaco.

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