Chiara Poggi, il ricordo dei genitori: «Vogliamo solo pace
A Verissimo Rita Preda e Giuseppe Poggi raccontano la fatica per la nuova indagine e ribadiscono la loro posizione su Alberto Stasi.
L’ultimo saluto di Chiara dal cancelletto di casa è ancora l’immagine più viva nella memoria di Giuseppe Poggi. Era il 5 agosto, il giorno in cui i genitori partirono per il Trentino lasciando per la prima volta la figlia da sola. «Avrei voluto dirle che era meravigliosa. Allora non ci sono riuscito, oggi posso farlo soltanto guardando una sua fotografia», ha raccontato il padre durante l’intervista a Verissimo.
Il ricordo che resta ai genitori
Per Rita Preda e Giuseppe Poggi, la figlia deve essere ricordata soprattutto per il suo sorriso, non per i dettagli dell’omicidio. Giuseppe ha spiegato che Chiara rappresentava metà della loro vita e che quella parte della famiglia manca ormai da 19 anni.
La madre l’ha descritta come una ragazza riservata, responsabile e abituata a cavarsela senza chiedere aiuto. La coppia la vedeva tranquilla anche nella relazione con Alberto Stasi, della quale Chiara parlava poco. «Era una figlia che non ci aveva mai dato preoccupazioni», ha detto Rita, ricordando il carattere della primogenita.
Una famiglia stremata dall’attenzione
Il ritorno del caso al centro del dibattito pubblico ha riaperto una ferita mai rimarginata. Rita Preda ha spiegato di sentirsi esausta dopo un anno e mezzo trascorso tra servizi televisivi, ricostruzioni e nuove notizie: in un’occasione, ha contato sette programmi dedicati a Garlasco nella stessa giornata.
La madre ha aggiunto di seguire ormai con difficoltà la copertura mediatica, mentre il marito presta maggiore attenzione agli aggiornamenti. A suo giudizio, l’esposizione continua finisce per oscurare la persona di Chiara. «Vorremmo soltanto che questa storia arrivasse alla fine. Dopo 19 anni nostra figlia merita di riposare in pace», ha affermato.
La posizione su Stasi non cambia
Le nuove attività investigative non hanno modificato la convinzione maturata dai genitori dopo gli anni di procedimenti giudiziari. Per loro, l’uomo riconosciuto colpevole nei processi resta Alberto Stasi, anche se la magistratura dovesse arrivare a una conclusione differente.
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«La giustizia ci ha indicato Stasi. Se stabilirà che il responsabile è un’altra persona, ne prenderemo atto», ha spiegato la coppia. Con l’ex fidanzato di Chiara i rapporti si sono interrotti nel 2015, dopo il suo ingresso in carcere.
I nuovi elementi e il dolore privato
Durante l’intervista, i genitori hanno preferito non entrare nel merito degli indizi che, secondo la Procura di Pavia, riguarderebbero Andrea Sempio e lo collocherebbero sulla scena del delitto. Rita e Giuseppe hanno definito quei contenuti tecnici, scegliendo di non commentarli.
Hanno invece criticato la diffusione di alcuni dettagli dell’inchiesta. Rita ha ricordato con amarezza un articolo secondo cui Marco, il fratello di Chiara, sarebbe tornato a Garlasco insieme a Sempio per ucciderla: una ricostruzione vissuta come un’ulteriore sofferenza. Anche la pubblicazione delle conversazioni captate dagli investigatori li avrebbe fatti sentire esposti e umiliati.
L’indagine che ha riaperto il caso
La vicenda è tornata sotto i riflettori con la nuova indagine sul delitto di Garlasco, aperta a distanza di 19 anni dall’uccisione di Chiara, che aveva 26 anni. Secondo l’impostazione della Procura di Pavia, gli accertamenti potrebbero scagionare Stasi e attribuire a Sempio la responsabilità dell’omicidio.
Per la famiglia Poggi, però, il punto centrale resta un altro: sottrarre Chiara alla continua esposizione del caso e conservarne il ricordo personale. La richiesta dei genitori è che il nome della figlia non venga associato soltanto a indagini, intercettazioni e processi, ma anche alla ragazza serena che hanno salutato prima di partire per le vacanze.
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