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Attualità 3 min di lettura2 giorni fa

Ceuta, la crisi migratoria travolge il prefetto: lascia dopo due mesi

Miguel Angel Perez Triano abbandona l’incarico dopo le polemiche sugli arrivi di luglio e mentre la magistratura esamina la gestione dell’emergenza

Miguel Angel Perez Triano lascia la guida della Delegazione del governo a Ceuta, a poche settimane dall’ondata migratoria che ha investito l’exclave spagnola. Il suo successore dovrebbe essere David de la Encina, già sindaco socialista di El Puerto de Santa María, la cui nomina dovrebbe arrivare al prossimo Consiglio dei ministri.

La sostituzione arriva dopo una fase segnata da forti contestazioni e da un’indagine giudiziaria sulla risposta delle autorità agli ingressi del 30 e 31 luglio. In quei due giorni circa 80 mila migranti entrarono irregolarmente a Ceuta e almeno 10 mila rimasero nella città autonoma.


La pressione sulla Delegazione cresce

Perez Triano, scelto per l’incarico a febbraio, ha spiegato di aver deciso di farsi da parte per ragioni personali, dopo settimane di lavoro particolarmente intenso. La sua uscita coinvolge anche gli incarichi politici: lascerà infatti la responsabilità del Partito socialista a Ceuta e, come ha comunicato, intende ritirarsi dalla politica.

Nel confermare la decisione ai media locali, senza accettare domande, ha raccontato di essere stato sottoposto a minacce ripetute e di aver ricevuto persino una corona funebre negli uffici della Delegazione. “Ho sofferto una costante campagna di intimidazioni e ho perfino ricevuto una corona funebre alla Delegazione del governo”, ha detto, sottolineando che le pressioni avrebbero coinvolto anche familiari e amici.


L’indagine riapre i dubbi sull’emergenza

La magistratura sta verificando se, prima dell’afflusso di fine luglio, vi siano state omissioni significative nelle attività di prevenzione alla frontiera. La vicenda ha già portato alle dimissioni, all’inizio di settembre, di Gonzalo Sanz, capo di gabinetto di Perez Triano.

Sanz era stato coinvolto nelle rivelazioni sui rapporti con un agente del Centro nazionale di intelligence, che aveva segnalato la diffusione online di convocazioni e appelli per un ingresso collettivo a Ceuta. Perez Triano aveva sostenuto di non aver ricevuto quelle informazioni, ma la versione era stata contestata dallo stesso collaboratore nella lettera con cui aveva lasciato l’incarico.

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L’ormai ex delegato ha respinto l’accusa di non aver previsto la crisi e ha affermato che la Delegazione aveva inviato relazioni e comunicazioni ogni giorno già prima del 30 luglio. A suo giudizio, un ruolo nell’effetto di richiamo era stato giocato anche dalla sentenza dell’8 luglio del Tribunale Supremo, che aveva escluso la possibilità di respingere alla frontiera i migranti arrivati a nuoto.


Il nuovo incarico e la richiesta di Madrid

Secondo fonti governative riportate dalla stampa spagnola, David de la Encina prenderà il posto di Perez Triano. Il cambio è stato presentato dall’esecutivo come la conseguenza della scelta autonoma dell’attuale delegato, che fino a questo momento aveva continuato a beneficiare del sostegno del governo.

La ministra della Difesa Margarita Robles ha chiesto al futuro responsabile un’azione rapida e verificabile. In coordinamento con il ministro della Politica territoriale Angel Victor Torres, il nuovo delegato dovrà seguire le procedure ancora necessarie per accompagnare Ceuta fuori da una crisi che dura da quasi due mesi.

Parlando a Bruxelles, Robles ha definito il compito del nuovo prefetto “molto importante, essenziale” e ha insistito sulla necessità di restare dentro il quadro normativo. Ha inoltre sollecitato “la massima rapidità, il massimo impegno nei confronti dei cittadini e la massima trasparenza”, riconoscendo che la situazione resta complessa.

Perez Triano, intanto, ha accusato Partito Popolare e Vox di utilizzare politicamente la crisi. Secondo lui, Ceuta dovrebbe essere affrontata come una questione nazionale, non trasformata in terreno di competizione elettorale.

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