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Attualità 2 min di lettura6 ore fa

Cecchettin e il gesto verso i Turetta: «Andrebbero aiutati

Il padre di Giulia racconta il dolore quotidiano, il ruolo dei libri e la necessità di sostenere anche le famiglie coinvolte nelle tragedie

La famiglia di Filippo Turetta, secondo Gino Cecchettin, sta pagando un prezzo umano pesante dopo l’omicidio di Giulia. «Credo siano soli, andrebbero aiutati», ha spiegato, osservando che i parenti dell’assassino vengono inevitabilmente associati alla colpa del figlio e raramente ricevono vicinanza o solidarietà.

Lo stesso atteggiamento di cautela lo porta a rivolgere un pensiero al padre di Lorena Isceri, la donna di 45 anni precipitata da un cavalcavia il 3 settembre scorso dopo essere stata spinta dal compagno. Cecchettin ha detto di non voler invadere il suo dolore, ma ha aggiunto che sarà disponibile qualora l’uomo decidesse di contattarlo.


Il dolore riemerge nei dettagli

Per Gino Cecchettin la sofferenza non segue un percorso lineare. Un’immagine o un elemento legato alla figlia possono riaprire all’improvviso una ferita ancora profonda: tra gli episodi più duri ha ricordato di aver rivisto l’automobile che Giulia utilizzava.

Durante l’intervista, il padre ha raccontato anche quanto sia difficile accettare l’assenza. Gli capita talvolta di rivolgersi idealmente a Giulia o di pensare a qualcosa da dirle, salvo rendersi subito conto che lei non può più rispondere.


I libri come argine alla sofferenza

La lettura gli ha offerto almeno un modo per rendere più sopportabile il dolore. Prima della malattia della moglie, Cecchettin frequentava soprattutto testi legati alla motivazione, alle vendite e alla carriera; non aveva invece l’abitudine di dedicarsi ai romanzi o ai saggi sulle discipline sociali.

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A fargli cambiare prospettiva fu proprio Giulia, sorpresa mentre leggeva Jane Austen. Da quella curiosità iniziale e dall’ascolto delle spiegazioni della figlia è nato un rapporto diverso con i libri, diventati nel tempo uno strumento per comprendere meglio ciò che stava vivendo.


Il disegno resta il suo ricordo più luminoso

Il tema della lettura e quello del disegno emergono in occasione della mostra che riunisce opere di Giulia e di altri 40 studenti della Naba. Per la giovane, uccisa a 22 anni dall’ex fidanzato Filippo Turetta, illustrare non era un semplice passatempo, ma una passione centrale.

Cecchettin ha ricordato in particolare la gioia della figlia quando seppe di poter frequentare una scuola per illustratori, nonostante fosse iscritta a Ingegneria. Quel momento, ha spiegato, gli è rimasto impresso come uno dei sorrisi più belli che Giulia gli abbia mai regalato.

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