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Attualità 2 min di lettura50 min fa

Kayode, dalla Serie D alla Nazionale: il talento lasciato andare dalla Juve

A 22 anni il terzino destro ha conquistato l’Italia con un gol, numeri precisi e rimesse laterali capaci di superare i 40 metri.

A 16 anni Michael Kayode ha dovuto ripartire dal Gozzano, in Serie D, dopo essere stato scartato dalla Juventus. Oggi, a 22 anni, il terzino destro è invece al centro dell’attenzione dopo aver firmato una prova da protagonista con la maglia dell’Italia.


La rimessa che cambia le distanze

La sua specialità più insolita è il modo di rimettere in gioco il pallone dalla linea laterale. Kayode riesce a raggiungere normalmente i 35-40 metri e, nelle esecuzioni migliori, arriva fino a 45: una distanza paragonabile alla lunghezza di un Boeing 737 o a quella di due campi da tennis disposti uno dopo l’altro.

Questa soluzione, preziosa in un calcio nel quale anche un dettaglio può orientare una partita, è stata già valorizzata dal Brentford. Ora anche Roberto Mancini ha scelto di sfruttarla con la Nazionale, trasformandola in un’arma aggiuntiva nelle situazioni offensive.


Una notte da protagonista

Contro la Turchia Kayode ha trovato il gol e ha completato 42 passaggi, sbagliandone soltanto 3. Il suo contributo non si è limitato alla costruzione: il difensore ha anche toccato tre palloni nell’area avversaria, un dato significativo per un giocatore impiegato sulla fascia destra.

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La prestazione ha mostrato entrambe le sue qualità principali. Quando deve avanzare è aggressivo e intraprendente; quando invece serve amministrare il possesso, può contare su una tecnica che gli permette di giocare con precisione.


Dalla gavetta all’esordio azzurro

Il successo per 1-4 contro la Turchia ha avuto un valore particolare perché coincideva con la prima presenza assoluta di Kayode in Nazionale. La convocazione e l’impiego sono arrivati dopo l’eliminazione dell’Italia dal Mondiale, le richieste crescenti di spazio per i giovani e la prestazione poco convincente di Di Lorenzo contro il Belgio, tre giorni prima.

Il suo percorso racconta così una crescita costruita lontano dai riflettori. Dopo il passaggio al Gozzano e l’esperienza nel dilettantismo, il terzino ha trasformato una bocciatura iniziale in un’occasione per affermarsi fino alla maglia azzurra.

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