Castro nel mirino: il mandato Usa scuote Miami e Cuba
L’iniziativa della Florida contro l’ex leader cubano riapre il caso del 1996 e alimenta il confronto politico alla vigilia delle elezioni di metà mandato.
A Cuba la crisi economica continua a peggiorare mentre, in Florida, un provvedimento giudiziario riporta Raúl Castro al centro dello scontro politico. Il prodotto interno lordo dell’isola dovrebbe diminuire del 10,3% quest’anno, il dato peggiore dell’emisfero, e in aree come Pinar del Río le interruzioni di corrente arrivano a 90 ore.
Anche il commercio racconta la difficoltà della situazione: la produzione nazionale resta paralizzata dal blocco e dall’embargo, mentre gli acquisti dagli Stati Uniti sono aumentati del 210% in dodici mesi. In questo quadro, il presidente cubano Miguel Díaz-Canel Bermúdez ha respinto con durezza l’iniziativa americana, definendola su X un “patetico circo a sfondo elettorale” privo di valore giuridico e pratico.
GioiaPura
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L’Avana accusa la Florida
Díaz-Canel ha descritto l’azione come una manovra presentata sotto forma legale da esponenti ostili a Cuba e a Raúl Castro. La condanna del governo cubano si inserisce in una fase in cui le difficoltà quotidiane dell’isola rendono particolarmente sensibile ogni nuova pressione proveniente da Washington.
Il provvedimento potrebbe inoltre avere una funzione elettorale negli Stati Uniti. Secondo una rilevazione del Pew Research Center, il 74% degli elettori latinoamericani disapprova l’operato di Donald Trump e il 55% afferma che voterà contro di lui: riconquistare consensi in questa componente dell’elettorato è quindi una priorità per l’amministrazione.
Il caso riaperto dopo trent’anni
Il mandato di cattura riguarda un episodio del 24 febbraio 1996, quando due velivoli dell’organizzazione Hermanos al rescate furono abbattuti. Nell’accaduto persero la vita tre cittadini statunitensi e un residente negli Usa: Carlos Costa, Pablo Morales, Mario de la Peña e Armando Alejandre Jr.
Raúl Castro, oggi 95enne, è accusato di cospirazione finalizzata a un omicidio di primo grado. All’epoca ricopriva gli incarichi di vicepresidente del Consiglio di Stato e ministro delle Forze armate rivoluzionarie. Secondo l’Organizzazione dell’aviazione civile internazionale, l’abbattimento avvenne in acque internazionali; L’Avana sostiene invece di aver agito per legittima difesa e dentro i propri confini marittimi.
La Florida promette di perseguirlo
James Uthmeier, procuratore generale della Florida, ha sostenuto che Castro ordinò consapevolmente la morte dei quattro uomini e che le autorità dello Stato continueranno a cercare giustizia. Il procuratore, esponente conservatore del Partito Repubblicano e già promotore del centro di detenzione Alligator Alcatraz, è candidato a un secondo mandato.
“L’ordine d’arresto ridurrà la possibilità per Castro di lasciare l’isola e di raggiungere Paesi legati agli Stati Uniti da accordi di estradizione”, ha dichiarato Uthmeier durante una conferenza stampa. Pur riconoscendo l’età dell’ex dirigente cubano, ha ipotizzato che un eventuale arresto e il trasferimento a Miami possano essere realizzati da soggetti terzi.
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Dubbi sull’efficacia del mandato
A L’Avana alcune fonti hanno espresso perplessità sulla portata extraterritoriale dell’atto. Le interpretazioni più estese potrebbero arrivare fino a ipotizzare un’operazione per prelevare Castro sull’isola, richiamando il blitz della Cia compiuto il 3 gennaio a Caracas contro Nicolás Maduro e Cilia Flores.
Uthmeier ha cercato anche di escludere future soluzioni politiche al procedimento. Ha sostenuto che, qualora alla Casa Bianca tornasse un presidente vicino alle posizioni comuniste, non potrebbe concedere a Castro né la grazia, né la commutazione della pena, né l’immunità rispetto all’azione giudiziaria dello Stato.
A Miami la reazione divide gli esuli
José Javier Rodríguez, avversario di Uthmeier nella corsa alla carica di procuratore, ha contestato la tempistica dell’annuncio. A suo giudizio, il caso sarebbe stato trasformato in uno spettacolo elettorale invece di essere trattato come una questione di giustizia, sfruttando una tragedia ancora dolorosa per la comunità di Miami.
Alla Freedom Tower, dove si sono riuniti anche i parenti delle vittime, il provvedimento ha suscitato reazioni favorevoli. Mirta Méndez, madre del pilota Carlos Alberto Costa, ha detto che l’intervento congiunto delle autorità le ha restituito almeno in parte la sensazione che lo Stato non abbia dimenticato il dolore delle famiglie.
Non tutti gli esuli anti-Castro, però, considerano credibile l’iniziativa. Camilo López, abitante di Little Havana, ha osservato: “Come potranno arrestarlo, se è difeso da un esercito? Sembra più propaganda che giustizia concreta per le famiglie”.
Il provvedimento arriva dunque mentre la Florida prova a parlare a un elettorato cubano-americano fortemente legato alla memoria dell’episodio del 1996. La sua efficacia concreta resta incerta, soprattutto perché Raúl Castro si trova in un Paese che non riconosce la validità dell’accusa e continua a garantirgli protezione politica.
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