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Attualità 2 min di lettura21 ott

Minicar, il pianto dei due ragazzi: «Abbiamo sbagliato»

Dopo quasi quattro ore di interrogatorio, i due adolescenti hanno parlato delle aggressioni a Monteverde e del video visto sui social che li avrebbe ispirati.

Le lacrime e le scuse sono arrivate al termine di un interrogatorio durato quasi quattro ore. I due adolescenti, di 16 e 17 anni, hanno risposto separatamente alle domande della Procura per i minorenni di Roma sulle aggressioni compiute tra il 4 e il 5 ottobre, mentre la loro posizione resta ancora da definire.

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Il rimorso dopo le aggressioni

Il sedicenne avrebbe raccontato che le uscite in minicar erano iniziate come occasioni per stare insieme e parlare, senza un piano preciso. Poi, secondo la sua ricostruzione, i due avrebbero deciso di colpire persone scelte casualmente: «L’abbiamo visto fare su TikTok. È pieno di video dove ci sono persone che danno spintoni a passanti scelti a caso. Nessuno si faceva niente. Credevamo che avrebbe funzionato così anche per noi».

Il ragazzo ha riferito di aver tentato di tenere nascosto quanto accaduto, ma di essere stato travolto dall’ansia. «Ho provato a nascondere tutto. Ma piangevo in continuazione e stavo per esplodere», avrebbe detto al pubblico ministero. Al termine delle audizioni, entrambi avrebbero manifestato pentimento: «Non finiremo mai di scontare questa pena. Abbiamo sbagliato».


La caduta dell’attore resta il caso più grave

Tra gli episodi contestati figura quello che ha coinvolto Davide Iacopini, ancora ricoverato in terapia intensiva all’ospedale San Camillo. Il sedicenne avrebbe spiegato che, mentre l’attore viaggiava su un monopattino, avrebbe allungato il braccio dal finestrino della vettura, provocandone la perdita di equilibrio e la successiva caduta contro un’auto parcheggiata.

Il giovane avrebbe sostenuto di non essersi reso conto della gravità dell’accaduto: «Quando sono risalito sull’auto ero tranquillo, ero certo che stesse bene». Nella sua versione, i due avrebbero appreso soltanto in seguito delle condizioni dell’attore. Altri due episodi avrebbero riguardato una studentessa francese e un ragazzo in monopattino, aggredito nella zona di ponte Testaccio.

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Accuse e prossime decisioni

I ragazzi sono accusati, con responsabilità da valutare per ciascuno, di tentato omicidio, lesioni personali aggravate e percosse in concorso. Il sedicenne avrebbe parlato di quattro episodi complessivi, ma questa ricostruzione dovrà essere verificata attraverso gli elementi raccolti dagli investigatori.

Il diciassettenne, arrivato in Procura con il padre carabiniere, avrebbe respinto gli addebiti relativi a due fatti e dichiarato di non riuscire più a sopportare il peso della vicenda. Il sedicenne è invece giunto accompagnato dalla madre. A rappresentarli sono gli avvocati Pasquale Connatelli e Lavinia Felisso.

L’identificazione sarebbe stata possibile grazie al confronto tra i racconti delle vittime, le testimonianze e le immagini degli impianti di sorveglianza. Gli investigatori avrebbero seguito gli spostamenti di una minicar nera, descritta da alcuni presenti, restringendo poi il campo anche grazie alla segnalazione di un residente di Testaccio.

Ora la Procura dovrà esaminare anche la relazione dei servizi sociali prima di formulare la richiesta al giudice per le indagini preliminari. Tra le opzioni figurano i domiciliari, l’inserimento in comunità, l’obbligo di firma o quello di dimora.

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