Università, la protesta scuote il Costa Rica: in bilico 17 milioni
Studenti, docenti e personale degli atenei pubblici hanno marciato fino al Parlamento contro la riduzione dei fondi prevista per il 2027.
La mobilitazione degli atenei pubblici costaricani potrebbe non fermarsi alla manifestazione di San José. Rettori, studenti, insegnanti e lavoratori universitari hanno infatti avvertito che nuove iniziative saranno possibili se il confronto con le autorità non produrrà risultati concreti.
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Il taglio accende la mobilitazione
Al centro della protesta c’è la riduzione di 8.048 milioni di colones, equivalenti a circa 17 milioni di dollari, prevista per il Fondo speciale per il finanziamento dell’istruzione superiore nel 2027. La sforbiciata è stata approvata da una commissione parlamentare e ha spinto il mondo accademico a scendere in strada.
Secondo quanto stabilito dalla misura, il denaro sottratto al fondo universitario dovrebbe essere destinato al sistema pensionistico degli insegnanti. È proprio questa diversa destinazione delle risorse ad aver alimentato la contestazione di chi teme conseguenze sul finanziamento dell’istruzione superiore pubblica.
Corteo fino al Parlamento
La manifestazione è stata promossa dal Consiglio nazionale dei rettori e ha riunito centinaia di persone. Il corteo è partito da San Pedro de Montes de Oca, sede di una forte presenza universitaria, per dirigersi verso il Parlamento di San José.
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Alla marcia hanno preso parte anche esponenti sindacali e rappresentanti del Frente Amplio, formazione politica della sinistra. La protesta ha così coinvolto non soltanto la comunità accademica, ma anche organizzazioni del lavoro e una forza parlamentare.
Un messaggio sul monumento
Durante il percorso o nelle fasi della manifestazione è stato imbrattato il monumento a José Figueres Ferrer, ex presidente considerato il padre della moderna democrazia del Costa Rica. Sulla struttura è comparsa la scritta: «Senza cultura non ci sono monumenti».
La frase ha legato simbolicamente la difesa del patrimonio pubblico alla vertenza sui finanziamenti universitari. Intanto, i rettori hanno ribadito che la protesta potrà proseguire qualora il dialogo istituzionale non conduca a un’intesa.
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