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Attualità 3 min di lettura12 ott

Caso Rossi, l’ombra accanto al corpo riapre la pista criminale

La perizia del Ris sulle immagini del 6 marzo 2013 individua una presenza nel vicolo e riaccende i dubbi sulla morte dell’ex dirigente di Mps

Per almeno due minuti, dopo che il corpo aveva smesso di muoversi, una figura sarebbe rimasta nel vicolo vicino a David Rossi. È il dato più rilevante emerso dall’analisi del Ris dei Carabinieri, presentata alla commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte dell’ex responsabile della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena.

Secondo la ricostruzione tecnica, quella presenza potrebbe essere arrivata sul posto dopo aver assistito alla caduta dalla finestra dell’ufficio di Rossi e aver raggiunto la strada usando le scale. Le immagini non consentono di stabilire con certezza quante persone fossero presenti: una sagoma è stata individuata con sicurezza, mentre una seconda non viene esclusa.

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La sagoma non sarebbe un disturbo video

La relazione consegnata ai parlamentari è composta da 74 pagine. Gli esperti hanno esaminato le registrazioni delle telecamere di sicurezza e hanno isolato 12 variazioni di luminosità sulla parete in marmo chiaro situata in fondo al vicolo.

Il Ris ha escluso che quei cambiamenti dipendessero da imperfezioni delle immagini o da interferenze digitali. Le alterazioni sarebbero invece state provocate dai fari delle automobili impegnate a svoltare davanti alla strada. Attraverso questo elemento, i tecnici hanno ricostruito cinque possibili punti di osservazione, indicati con le lettere A, B, C, D ed E.

Nelle prime tre posizioni individuate, chi si trovava nel vicolo avrebbe avuto una visuale diretta del corpo di Rossi a terra. La sagoma, inoltre, sarebbe rimasta nei pressi della vittima anche dopo la cessazione dei movimenti, prima di allontanarsi.


La commissione ipotizza un intervento attivo

Per Gianluca Vinci, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta, la figura ripresa dalle telecamere non può essere considerata semplicemente un passante. «La novità più dirompente è che quella persona non era un turista capitato per caso: ha avuto un ruolo attivo e potrebbe aver impedito i soccorsi», ha affermato al termine dell’audizione.

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Secondo Vinci, Rossi sarebbe rimasto ancora in vita per oltre 20 minuti e avrebbe potuto essere aiutato. La ricostruzione del Ris, a suo giudizio, modifica quindi il significato attribuito finora alla presenza nel vicolo e la colloca all’interno di una possibile dinamica organizzata.

Il presidente ha anche sostenuto che le modalità dell’accaduto renderebbero poco plausibile l’azione isolata di una sola persona. La commissione considera possibile il coinvolgimento di almeno quattro o cinque individui: alcuni all’interno dell’ufficio e altri incaricati di controllare la strada.


L’ipotesi della criminalità organizzata

Vinci ha spiegato che, sulla base degli elementi raccolti, l’ipotesi ritenuta più concreta dalla commissione conduce verso una struttura criminale organizzata. Non si tratterebbe, secondo questa lettura, di un delitto improvvisato o commesso da semplici conoscenti.

«Sono dinamiche compatibili con un’organizzazione capace di entrare in una banca, prendere una persona e presidiare un vicolo», ha dichiarato. Rispondendo alle domande sulla ‘ndrangheta, ha precisato che gli investigatori guardano anche ai nomi collegati alla criminalità organizzata della Bassa Mantovana e della Bassa Reggiana.

La pista della criminalità calabrese viene dunque presentata come una direzione investigativa, non come una responsabilità già accertata. Il nuovo esame delle immagini aggiunge però un elemento alla ricostruzione: qualcuno potrebbe essere rimasto accanto a Rossi e aver atteso prima di lasciare la scena.

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