Caso Poggi, Sempio verso una nuova svolta: cosa può succedere ora
La Procura di Pavia ha notificato la conclusione delle indagini, mentre restano aperti i dubbi sulle prove scientifiche e sulla posizione di Alberto Stasi.
La valutazione psichiatrica di Andrea Sempio resta senza esito: il consulente incaricato dalla Procura non ha potuto stabilire, sulla base degli atti disponibili, se l’indagato fosse capace di intendere e di volere al momento della morte di Chiara Poggi. Sempio, 38 anni, non ha accettato di sottoporsi alla visita clinica ritenuta necessaria per completare l’accertamento.
Nel frattempo, tra le persone ascoltate durante gli ultimi approfondimenti figura Luciano Garofano, già comandante del Ris di Parma. Il 25 settembre l’ex ufficiale è stato sentito per più di un’ora e mezza, anche sugli esami svolti nel 2007, sui reperti della bicicletta di Alberto Stasi e sulle analisi genetiche. Gli investigatori hanno inoltre raccolto le testimonianze di alcuni militari impegnati nelle indagini del 2017.
La Procura chiude il nuovo fascicolo
L’atto notificato alla difesa di Sempio segna la fine dell’ulteriore fase investigativa avviata dalla Procura di Pavia dopo il precedente provvedimento dello scorso maggio. L’uomo resta accusato di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti per la morte di Chiara Poggi.
La conclusione delle indagini non equivale, però, a una richiesta automatica di processo. Ora la difesa potrà consultare gli atti, depositare memorie e documenti, oltre a sollecitare nuovi accertamenti. Soltanto dopo aver valutato queste eventuali iniziative i magistrati decideranno se chiedere il rinvio a giudizio di Sempio.
Impronta e scarpa riaprono i dubbi
Le nuove consulenze confermano l’attribuzione a Sempio della cosiddetta impronta 33, individuata sul muro della scala della villetta di Garlasco dove fu trovato il corpo della vittima. Gli esperti hanno aggiunto che non è possibile escludere che, quando quella superficie venne toccata, la mano potesse essere sporca di sangue.
Anche l’esame della traccia calzaturiera non ha fornito un elemento di incompatibilità con Sempio. Secondo gli accertamenti, il segno lasciato dall’assassino, riconducibile a una scarpa Frau numero 42, «risulta compatibile con le misure del piede di Andrea Sempio».
Le nuove conclusioni sulla morte
Gli specialisti Cristina Cattaneo e Biagio Eugenio Leone hanno ricostruito una sequenza nella quale le ferite non sarebbero state provocate tutte immediatamente prima del decesso. Chiara Poggi avrebbe potuto reagire durante l’aggressione e i colpi più gravi potrebbero essere arrivati dopo un intervallo significativo.
La loro analisi colloca la sopravvivenza almeno tra 15 e 30 minuti dall’origine delle lesioni, senza escludere una durata complessiva fino a 60 minuti. Parte dei traumi alla testa e al volto, inoltre, viene ritenuta compatibile con una colluttazione prolungata o con un’azione violenta durante la quale la giovane avrebbe tentato di difendersi, almeno in modo passivo.
Il fronte Stasi resta separato
Nel fascicolo è entrata anche una consulenza prodotta dalla difesa di Alberto Stasi. Il documento sostiene che due contro-analisi eseguite il 20 settembre 2007 sul campione relativo al Dna di Chiara trovato sui pedali della bicicletta avrebbero dato esito completamente negativo, risultati che, secondo i legali, avrebbero potuto favorire Stasi già allora.
La Procura riferisce tuttavia di non aver trovato quei risultati negli atti del procedimento celebrato contro l’ex fidanzato della vittima, condannato in via definitiva a 16 anni. L’ufficio guidato da Fabio Napoleone precisa inoltre che non è mai stata presentata al Procuratore Generale una richiesta per avviare la revisione della condanna, pur mantenendo informata la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni sugli elementi ritenuti potenzialmente rilevanti.
Sempio, decisione ancora da prendere
Il professor Roberto Catanesi, incaricato dell’esame psichiatrico, ha spiegato di aver analizzato il materiale messo a disposizione dagli inquirenti, ma di non poter rispondere in modo adeguatamente motivato senza un confronto diretto con l’indagato. Poiché Sempio ha rifiutato la visita, l’accertamento sulla sua capacità di intendere e di volere è attualmente fermo.
L’eventuale richiesta di processo aprirebbe un nuovo procedimento nella vicenda di Garlasco e potrebbe intrecciarsi con le iniziative già annunciate dalla difesa di Stasi per ottenere la revisione della sentenza. Al momento, però, la Procura deve ancora esaminare le osservazioni delle parti prima di scegliere se portare Sempio davanti al giudice.
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