Caso Montecarlo, il processo può chiudersi per prescrizione: attesa a febbraio
Il procuratore generale Roberto Felici ha chiesto di dichiarare estinti i reati contestati a Fini e ai Tulliani, pur difendendo l’impianto della sentenza di primo grado.
La vicenda giudiziaria legata all’appartamento di Montecarlo potrebbe concludersi senza un nuovo esame nel merito: la Procura Generale ha infatti riconosciuto l’avvenuta prescrizione per tutti gli imputati. La Corte d’Appello di Roma dovrebbe pronunciarsi a febbraio, mentre resta aperto il contrasto tra la richiesta dell’accusa e la strategia della difesa di Gianfranco Fini.
L’accusa vede la prescrizione, non il cedimento
Roberto Felici, procuratore generale presso la Corte d’Appello di Roma, ha sostenuto che le contestazioni mosse dai difensori non fossero fondate. Allo stesso tempo, ha rilevato che il tempo trascorso impedisce di proseguire il procedimento per i reati contestati.
Nel corso dell’udienza, Felici ha affermato: «La sentenza di primo grado è condivisibile, mentre non condivido le censure proposte con gli atti di appello proposti dai difensori degli imputati. Va tuttavia preso atto dell’intervenuta prescrizione per i reati contestati». La richiesta riguarda Fini, Elisabetta Tulliani, Giancarlo Tulliani e Sergio Tulliani, accusati a vario titolo di riciclaggio.
La difesa punta all’assoluzione piena
Gli avvocati di Fini, Francesco Caroleo Grimaldi e Michele Sarno, hanno indicato come soluzione principale l’assoluzione con la formula «perché il fatto non sussiste». Solo in subordine hanno chiesto che venga dichiarata la prescrizione.
In primo grado, nell’aprile 2024, l’ex presidente della Camera aveva ricevuto una condanna a 2 anni e 8 mesi. Per Elisabetta Tulliani e Sergio Tulliani erano stati stabiliti 5 anni di reclusione, mentre Giancarlo Tulliani era stato condannato a 6 anni. L’esito del giudizio d’appello è previsto per febbraio.
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L’origine del caso sull’immobile
Al centro dell’inchiesta c’è un appartamento al numero 14 di boulevard Princess Charlotte, a Montecarlo. La contessa Anna Maria Colleoni lo aveva destinato ad Alleanza Nazionale nel 1999 attraverso un lascito testamentario.
Nell’estate del 2008 il partito cedette l’immobile a Printemps, società collegata a Giancarlo Tulliani. L’acquisto, dal valore di poco superiore ai 300mila euro, sarebbe stato sostenuto con risorse riconducibili all’imprenditore delle macchine da gioco Francesco Corallo.
In seguito l’abitazione fu trasferita a un compratore rimasto sconosciuto per circa 1,25 milioni di euro, generando una consistente differenza di valore. La difesa ha sempre sottolineato che Fini non ha mai abitato nell’appartamento.
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