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Attualità 2 min di lettura2 ore fa

Caso Delmastro, il ricorso che apre una frattura alla Camera

Il caso delle chat tra Andrea Delmastro Delle Vedove e Mauro Caroccia approda alla Corte costituzionale e apre una nuova frattura istituzionale alla Camera.

Il caso delle chat tra Andrea Delmastro Delle Vedove e Mauro Caroccia approda alla Corte costituzionale e apre una nuova frattura istituzionale alla Camera. Devis Dori, presidente della Giunta per le Autorizzazioni, ha impugnato la scelta di Lorenzo Fontana di impedire ai componenti dell’organismo parlamentare di esaminare i materiali trasmessi dalla Procura di Roma nell’inchiesta sulla “Bisteccheria d’Italia”.


Dori contesta il ruolo di Fontana

Nel ricorso, Dori sostiene che la decisione della presidenza di Montecitorio abbia limitato le prerogative riconosciute a lui come deputato, membro e presidente della Giunta. L’obiettivo indicato nell’atto è riportare entro i confini previsti dalla Costituzione i rapporti tra la presidenza della Camera, la Giunta e i suoi componenti.

La contestazione riguarda documenti collegati a una richiesta della magistratura formulata sulla base dell’articolo 68, commi secondo e terzo, della Costituzione. Secondo Dori, si tratterebbe di un impedimento senza precedenti alla possibilità di valutare materiale relativo alla corrispondenza di Delmastro Delle Vedove.


La vicenda delle chat divide Montecitorio

La decisione di negare l’accesso risale al 31 luglio, quando gli uffici della Camera agirono su indicazione di Fontana. Dori e cinque deputati dell’opposizione reagirono con un sit-in durato due ore nella sala della Giunta. Il 5 agosto, poi, l’Assemblea respinse a scrutinio segreto la richiesta di acquisire le conversazioni: 206 voti contrari e 133 favorevoli.

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Le chat tra Delmastro e Caroccia erano state considerate dalla Procura di Roma «necessarie» per gli accertamenti antimafia sul presunto prestanome del clan Senese. Il ricorso di Dori è stato presentato senza una preventiva comunicazione all’ufficio di presidenza, circostanza che ha suscitato la reazione di Dario Iaia, capogruppo di Fratelli d’Italia nella Giunta.


Fratelli d’Italia mette in dubbio Dori

Iaia ha riferito che il gruppo non era stato informato dell’iniziativa e ha annunciato la richiesta di ottenere una copia dell’atto durante il prossimo Ufficio di Presidenza. A suo giudizio, occorre verificare se il presidente della Giunta possa promuovere autonomamente un conflitto di attribuzione, senza agire come espressione di un organo collegiale.

Il deputato di Fratelli d’Italia ha inoltre evidenziato una possibile difficoltà istituzionale: qualora Fontana decidesse di costituirsi nel procedimento, la Giunta potrebbe essere chiamata a esprimersi su un ricorso promosso dal proprio presidente. Iaia ha infine messo in discussione la permanenza di Dori alla guida dell’organismo, sostenendo che «il rapporto di fiducia possa ritenersi compromesso» e contestandone l’imparzialità.

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