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Attualità 2 min di lettura2 ore fa

Case, la stretta sui mutui rallenta l’Italia: ora il Governo cerca soluzioni

Nel secondo trimestre del 2026 le abitazioni sono diventate più costose nell’Ue, mentre in Italia il mercato accusa una battuta d’arresto e l’esecutivo valuta nuovi interventi.

La casa resta un problema aperto per famiglie e giovani: nell’Unione europea i valori degli immobili continuano a crescere, ma in Italia il mercato ha mostrato segnali di rallentamento. Intanto il Governo prepara possibili interventi su accesso all’abitazione e locazioni, con particolare attenzione alle condizioni necessarie per costruire una famiglia.


Mutui cari, mercato italiano in pausa

Nel terzo trimestre, secondo Idealista, il prezzo medio richiesto per gli immobili in vendita è diminuito dell’1,1%, fermandosi a 2.031 euro al metro quadro. Il confronto con settembre 2025 resta comunque positivo: su base annua si registra un incremento del 3,3%, mentre rispetto al mese precedente le quotazioni non hanno subito variazioni.

La contrazione viene collegata all’impatto ritardato della politica monetaria restrittiva della Bce. Il costo ancora alto dei finanziamenti rende i mutui meno accessibili e porta una parte degli acquirenti, soprattutto nelle zone periferiche e nella fascia intermedia del mercato, a rinviare le decisioni. Nei capoluoghi, invece, la tenuta della domanda è stata definita «superiore alle attese» da Vincenzo de Tommaso, responsabile dell’ufficio studi del portale.


Il Governo cerca una risposta

La questione abitativa dovrebbe trovare spazio nella prossima manovra. Maurizio Leo, viceministro dell’Economia, ha spiegato che sono allo studio alcune misure, la cui realizzazione dipenderà dalla disponibilità delle risorse finanziarie.

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Giorgia Meloni ha indicato il tema in termini più ampi, collegando l’autonomia dei giovani alla possibilità di contare su competenze solide, occupazione stabile, stipendi adeguati e un’abitazione sostenibile. «Serve una formazione di qualità, un lavoro sicuro e stabile, una retribuzione adeguata, una casa a un prezzo equo», ha affermato la premier, riferendosi ai presupposti per «mettere su una famiglia».


Nell’Ue i prezzi non rallentano

Il quadro europeo resta più teso rispetto a quello italiano. Nel secondo trimestre del 2026 il valore delle abitazioni nell’Ue è aumentato del 4,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; nello stesso arco temporale gli affitti hanno registrato una crescita del 3%.

Anche il confronto con la media del 2025 conferma il rialzo: +4,1% per i prezzi di vendita e +2,6% per i canoni. In 18 Stati membri il ritmo di aumento degli immobili è stato superiore a quello delle locazioni. Nel 2025, inoltre, le compravendite sono cresciute nella maggioranza dei Paesi per i quali erano disponibili dati, rispetto all’anno precedente.

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