Casa, tasse e Mamdani: la scommessa di Majorino per il dopo Sala
L’ex assessore annuncia la candidatura da Corvetto e propone una svolta progressista fondata su abitazioni accessibili, più servizi e un contributo dai residenti più facoltosi
La questione abitativa sarà il banco di prova della candidatura di Pierfrancesco Majorino alla guida di Milano. Dal Teatro della Quattordicesima, nel quartiere Corvetto, l’ex assessore della giunta Pisapia ha ufficializzato la corsa alla successione di Beppe Sala, prevista tra otto mesi, proponendo una discontinuità politica soprattutto sui temi sociali e urbanistici.
Majorino ha chiarito di voler valorizzare quanto realizzato negli ultimi 15 anni, senza però rinunciare a un cambio di direzione. Il suo progetto guarda a una Milano più attenta a chi lavora e vive in città, con misure contro il caro-affitti, nuove entrate a carico dei contribuenti più ricchi e una posizione netta contro la militarizzazione delle strade.
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La casa diventa la priorità politica
Tra le prime iniziative annunciate c’è l’apertura di un ufficio del sindaco all’interno di un quartiere popolare. L’obiettivo, ha spiegato Majorino, è portare l’amministrazione nei luoghi dove si concentrano le maggiori difficoltà e mantenere un rapporto diretto con gli abitanti più fragili.
Il candidato del Partito democratico intende convocare entro 15 giorni dall’insediamento sindacati, imprese, università e mondo della ricerca. Da quel confronto dovrebbe nascere un nuovo piano urbanistico, costruito per tutelare chi vuole restare a Milano con uno stipendio di 1.500 euro e ridurre il peso dei fondi immobiliari nelle decisioni sulla città.
La proposta prevede un aumento generalizzato di almeno il 20% degli oneri di urbanizzazione e il raddoppio del Piano Casa: almeno 20.000 alloggi nell’arco di dieci anni, anche attraverso l’acquisto di immobili privati. Majorino vuole inoltre destinare una parte maggiore delle risorse alla rigenerazione e al recupero del patrimonio esistente.
Una sinistra più netta su ricchezza e diritti
Sul piano fiscale, Majorino propone un’addizionale comunale compresa tra il 12,5% e il 15% per i residenti con patrimoni elevati che beneficiano della flat tax. La sua impostazione è riassunta nella richiesta che chi possiede di più contribuisca in misura maggiore alla vita della città.
Nel programma trovano spazio anche un salario minimo comunale e un impegno esplicito a sostegno della comunità Lgbt. Il Comune, secondo la proposta, dovrebbe costituirsi sempre parte civile nei procedimenti per violenza omofoba. In materia di accoglienza, Majorino immagina inoltre una scritta sulla facciata di Palazzo Marino: «QUI NESSUNO È STRANIERO».
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Il candidato ha collegato la sua impostazione alla necessità di una svolta progressista anche a livello nazionale, indicando in Giorgia Meloni e nel suo governo il principale avversario politico. A sostegno della sua lettura della città ha citato Zohran Mamdani, sindaco di New York, evocando il rischio che Milano finisca per espellere i lavoratori dal proprio territorio.
Sicurezza, clima e innovazione
Majorino ha condannato senza riserve le violenze registrate nel centro di Milano durante il fine settimana, ma ha respinto l’idea che la risposta possa consistere soprattutto nell’impiego dei militari e nella paura. Ha definito «indegna» la decisione di predisporre 500 militari in vista di nuove manifestazioni.
Sul fronte ambientale, l’obiettivo indicato è ridurre di almeno due gradi la temperatura cittadina entro la fine del mandato. Il piano comprende investimenti nelle piscine, rifugi climatici e consegne in Area C esclusivamente con mezzi a emissioni zero.
Majorino vuole infine candidare Milano a ospitare la futura autorità nazionale sull’intelligenza artificiale e chiede regole più rigorose per limitare la crescita dei centri di elaborazione dati. La sua piattaforma unisce così emergenza abitativa, trasformazione urbana, sostenibilità e innovazione tecnologica.
Primarie, il confronto è già aperto
La candidatura è sostenuta da Elly Schlein, ma il percorso del centrosinistra non è ancora definito. In campo c’è anche Mario Calabresi, indicato come uno degli avversari più competitivi, e Majorino si è detto disponibile a un confronto attraverso le primarie.
La richiesta rivolta alla coalizione è di prendere rapidamente una decisione e fissare un calendario preciso. Majorino ha ribadito di voler mantenere l’unità del centrosinistra, ma considera il voto interno lo strumento per scegliere il candidato alla successione di Sala.
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