Milano, 500 militari per il 24 ottobre: cosa potranno fare davvero
Il dispositivo di sicurezza sarà rafforzato dopo le violenze del 17 ottobre, mentre resta aperto il confronto politico sui compiti affidati all’esercito.
Il punto più controverso non riguarda soltanto quanti uomini saranno schierati a Milano, ma soprattutto quali strumenti potranno utilizzare. In vista della manifestazione del 24 ottobre, il governo ha disposto l’invio di 500 militari: una scelta destinata a rafforzare la presenza sul territorio, ma accompagnata da limiti operativi molto stringenti.
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Militari presenti, poteri ridotti
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha difeso la decisione e ha spiegato che ai soldati non saranno affidate funzioni paragonabili a quelle degli agenti di polizia. «Non possono nemmeno usare uno spray urticante né il taser», ha scritto, precisando che il loro equipaggiamento comprende invece fascette in velcro per immobilizzare una persona fermata.
Anche questa possibilità, ha aggiunto Crosetto, è stata autorizzata soltanto dopo due anni di richieste e rimane circoscritta alle aree intorno alle stazioni. Non si estende quindi alle strade del capoluogo lombardo. Il ministro ha inoltre riferito di aver assistito ad attacchi da parte di chi considera le Forze armate una concorrente delle forze dell’ordine e di chi ha evocato persino un colpo di Stato.
Il piano per evitare nuove violenze
Dopo gli scontri del 17 ottobre, la Polizia si prepara a un nuovo appuntamento con l’obiettivo di impedire il ripetersi di episodi violenti. Il dispositivo dovrà tenere conto anche del settimo decreto sicurezza, appena approvato, che introduce misure da applicare sia nell’impiego dei militari sia nei fermi preventivi e negli arresti in flagranza differita, soprattutto quando sono coinvolti minorenni.
Il numero degli agenti presenti a Milano dovrebbe aumentare. Tuttavia, una parte dei rinforzi potrebbe rimanere pronta fuori città: la posizione strategica del capoluogo consentirebbe di trasferire rapidamente contingenti da Torino, Genova e Padova. Oltre a Milano, particolare attenzione sarà riservata a Torino e Bologna, mentre per Roma il rischio di iniziative violente viene al momento ritenuto più contenuto.
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Le piazze e gli scenari sotto esame
La principale organizzazione che aveva promosso le manifestazioni del sabato precedente, Italia in piazza, ha annunciato che non sarà a Milano dopo le proteste sfociate nella violenza. Il Movimento 17 ottobre, invece, ha confermato la propria presenza, mentre l’appuntamento anarchico è stato cancellato con l’obiettivo dichiarato di evitare una frammentazione delle iniziative.
Nel frattempo è stata intensificata l’analisi dei contenuti diffusi sulle reti sociali e delle possibili mobilitazioni. Secondo le valutazioni raccolte dagli apparati di sicurezza, il livello di allerta per questo sabato non sarebbe particolarmente elevato: eventuali azioni violente potrebbero verificarsi più avanti, nelle settimane successive. Si tratta comunque di una previsione che dovrà essere verificata dagli eventi.
Perché è stata scelta la Folgore
Il contingente destinato a Milano appartiene al 186° Reggimento della Folgore. La scelta, secondo quanto spiegato dagli ambienti della Difesa, è legata all’esperienza maturata dal reparto in Bosnia, Kosovo, Afghanistan e Iraq, dove i suoi uomini hanno affrontato anche situazioni connesse all’ordine pubblico.
Questa preparazione viene considerata utile per gestire eventuali momenti di crisi, pur in presenza di competenze limitate rispetto a quelle della Polizia. L’impiego dell’esercito durante una manifestazione politica rappresenta inoltre una novità nella storia recente italiana e spiega parte della tensione emersa all’interno della maggioranza.
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