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Attualità 1 min di lettura3 ore fa

Casa, Sánchez si ferma: bocciati due decreti sugli sfratti a Madrid

Il Congresso spagnolo ha detto no ai provvedimenti urgenti varati dopo lo sfratto di Maricarmen, 87 anni, pensati per tutelare alcune persone vulnerabili.

A Madrid il piano d’emergenza abitativa del governo Sánchez si è fermato davanti al Parlamento. Il 2 ottobre il Congresso spagnolo ha respinto entrambi i decreti-legge presentati dall’esecutivo per intervenire sugli sfratti e sostenere le persone in condizioni di fragilità.

Il voto ha trasformato in un caso politico una vicenda già diventata simbolo del problema della casa: quella di Maricarmen, un’ottantasettenne sfrattata nella capitale spagnola. Proprio la sua storia aveva contribuito a spingere il governo verso un intervento legislativo urgente.


Il voto che blocca il piano

I due provvedimenti erano stati concepiti per affrontare l’emergenza abitativa attraverso misure immediate. Il loro rigetto da parte del Congresso lascia quindi senza approvazione il pacchetto con cui Sánchez puntava a rispondere alla pressione sociale provocata dagli sfratti.

La bocciatura riguarda testi nati in un clima di particolare attenzione pubblica. Il caso di Maricarmen, infatti, non era rimasto soltanto una drammatica vicenda personale, ma aveva assunto un peso nel confronto sulle politiche abitative spagnole.

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La sospensione degli sfratti

Uno dei due decreti prevedeva di prorogare fino al 2030 la sospensione di determinate procedure di sfratto riguardanti persone vulnerabili. Il testo si inseriva nella risposta d’urgenza elaborata dal governo dopo il caso esploso a Madrid.

Il provvedimento, tuttavia, non ha superato il passaggio parlamentare del 2 ottobre. La decisione del Congresso interrompe così l’iter della misura e restituisce al dibattito politico la questione di come proteggere chi rischia di perdere la propria abitazione.

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