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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Casa dignitosa, il diritto negato a 3,4 miliardi di persone

Alle Nazioni Unite l’allarme sulla precarietà abitativa: oltre un miliardo di persone vive in insediamenti informali o baraccopoli.

Un’abitazione può dirsi adeguata soltanto se garantisce sette condizioni essenziali, tra cui servizi disponibili, sicurezza, vivibilità, costi sostenibili, posizione idonea e accessibilità. È su questi parametri che le Nazioni Unite chiedono di misurare la risposta globale all’emergenza abitativa.

Antonio Guterres ha sollecitato maggiori investimenti nelle case dignitose e la riqualificazione degli insediamenti informali. Secondo il segretario generale dell’Onu, questa strategia servirebbe a contrastare la povertà e le disuguaglianze, oltre a rendere le comunità più preparate agli effetti del cambiamento climatico e più inclusive.


Una casa che non diventi una trappola

Nga Kor Ming, presidente dell’Assemblea di UN-Habitat e ministro malese dell’Edilizia abitativa e del governo locale, ha richiamato l’attenzione sulle famiglie prive di acqua potabile e servizi igienici essenziali. In situazioni simili, ha osservato, i bambini sono esposti anche a malattie che potrebbero essere prevenute.

Il ministro ha descritto così il problema: «Una casa senza acqua potabile, senza sicurezza né garanzie legali non è una casa. È una trappola che chiude le persone nella povertà». L’assenza di tutela giuridica e di infrastrutture, dunque, aggrava la condizione economica degli abitanti invece di offrire loro protezione.

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L’allarme globale arriva da Muscat

Quasi 3,4 miliardi di persone nel mondo affrontano una situazione abitativa critica. Tra loro, più di un miliardo risiede in baraccopoli o in altri insediamenti informali; molte altre persone non hanno una casa oppure sono state costrette a lasciare la propria a causa di guerre, calamità e crisi climatica.

A Muscat, in Oman, governi, organizzazioni della società civile e studiosi si sono riuniti in occasione della Giornata mondiale dell’habitat per chiedere interventi immediati. Anacláudia Rossbach, alla guida di UN-Habitat, ha definito l’abitazione adeguata «il fondamento di una vita dignitosa e di città sostenibili» e ha chiesto di considerare la politica della casa una priorità pubblica, insieme alla disponibilità di terreni e servizi fondamentali.

Nel suo messaggio all’incontro, Guterres ha ribadito che avere un’abitazione dignitosa significa disporre di sicurezza, opportunità e rispetto della persona. Rossbach ha inoltre indicato nella collaborazione tra istituzioni, imprese e società civile la strada necessaria per affrontare una crisi che coinvolge una parte enorme della popolazione mondiale.

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