Carroponte, Arci Milano chiede rate al Comune di Sesto
L’associazione deve 379.934,41 euro e annuncia ricorso al Tar contro il rifiuto della garanzia richiesta
Arci Milano rischia il default per un debito di 379.934,41 euro verso il Comune di Sesto San Giovanni legato al Carroponte.
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La raccolta fondi per Arci
Per proteggere le attività dell’associazione, Arci ha avviato una raccolta fondi rivolta a cittadini, realtà culturali e altre organizzazioni. La crisi, secondo i promotori, potrebbe ripercuotersi sui circoli, sugli appuntamenti sociali e sugli spazi frequentati da migliaia di persone.
Fabio Fazio ha partecipato alla conferenza stampa con un videomessaggio: «Ogni spazio che chiude è una possibilità in meno di ascolto e confronto. Credo che invece proprio il presente gridi e imponga il buon senso e la ragionevolezza, che speriamo prevalgano».
Il piano proposto al Comune
Arci Milano sostiene di non voler cancellare il debito, ma di aver bisogno di condizioni compatibili con la continuità delle proprie attività. «Nessuno mette in dubbio l’esistenza di un debito verso il comune di Sesto San Giovanni. Noi vogliamo pagare», ha affermato il presidente Maso Notarianni.
La proposta prevede una dilazione di dieci anni, con il pagamento degli interessi e la perdita immediata del beneficio in caso di mancato versamento anche di una sola rata. L’associazione, tuttavia, non è riuscita a ottenere una fideiussione bancaria o assicurativa, garanzia richiesta dall’amministrazione per concedere il piano.
Il ricorso annunciato da Arci
La controversia riguarda i consumi elettrici della precedente gestione del Carroponte e un’intesa raggiunta nel 2018 per stabilire il metodo di calcolo. Arci aveva contestato quei criteri, ma la Cassazione ha respinto il ricorso dell’associazione, confermando il pagamento della somma, degli interessi e delle spese.
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Dopo la decisione dei giudici, il confronto si è spostato sulle modalità di rientro. Arci riferisce che l’8 ottobre gli uffici comunali hanno escluso deroghe all’obbligo della garanzia. L’associazione contesta però il mancato coinvolgimento della Giunta, che a suo avviso avrebbe potuto esaminare la richiesta.
Per questo sono stati annunciati un ricorso al Tar della Lombardia e una segnalazione alla Corte dei conti. L’avvocato Pietro Massarotto ha spiegato che l’obiettivo è riaprire il procedimento e sottoporre nuovamente la dilazione alla Giunta comunale di Sesto San Giovanni.
Secondo il legale, un’esecuzione immediata potrebbe ridurre le somme recuperabili dal Comune. Tra i creditori con priorità figurano infatti l’Agenzia delle Entrate e i dipendenti di Arci, circostanza che limiterebbe le possibilità di incasso dell’amministrazione.
La posizione del sindaco
Il sindaco Roberto Di Stefano ha difeso il comportamento del Comune dopo la sentenza della Cassazione. La sua posizione è che gli accordi economici debbano essere rispettati e che le risorse pubbliche non possano essere oggetto di trattamenti differenziati.
Il primo cittadino ha inoltre sostenuto che Arci abbia prolungato per anni il contenzioso e ha escluso concessioni particolari. L’associazione replica che da quasi quattro anni cerca un confronto diretto con l’amministrazione, senza riuscire a ottenere un incontro, e che il caso sarebbe stato infine affidato a una società di recupero crediti.
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