Caregiver, protesta a Roma contro i 400 euro del ddl
Circa 500 persone hanno chiesto tutele, contributi e assistenza, contestando un sostegno massimo e trimestrale.
A Roma circa 500 caregiver familiari hanno manifestato contro il disegno di legge promosso da Alessandra Locatelli. La protesta si è svolta mercoledì 28 ottobre tra piazza Santi Apostoli e piazza Montecitorio.
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Il nodo del sostegno economico
Al centro della contestazione c’è il contributo previsto dal testo, che potrebbe raggiungere 400 euro al mese ma sarebbe versato ogni tre mesi. La somma riguarderebbe soltanto i casi più complessi, documentati con almeno 91 ore settimanali di assistenza, e resterebbe comunque vincolata alle risorse disponibili.
Secondo i manifestanti, per chi assiste un familiare a tempo pieno l’importo equivale a meno di 2 euro l’ora. La Rete Caregiver e Disabilità Italia chiede invece il riconoscimento del lavoro svolto, con garanzie giuridiche, versamenti previdenziali e aiuti economici adeguati.
Le richieste comprendono anche sostegno psicologico, periodi di sollievo e servizi domiciliari calibrati sulle condizioni delle persone assistite. Per le famiglie, il disegno di legge non offrirebbe risposte sufficienti né sul piano economico né su quello delle tutele.
Le voci dalla manifestazione
Madri e padri che vivono con figli affetti da disabilità grave hanno raccontato una quotidianità fatta di assistenza continua, terapie e rinunce personali. Manuela Udito, presidente dell’associazione C’era una volta un Principe di nome Samuele, ha sintetizzato così la propria posizione: «Da soli non ce la facciamo più».
La caregiver ha contestato l’assenza di un contratto e di una copertura pensionistica per chi dedica gran parte della propria vita alla cura familiare. «Noi non chiediamo elemosina. Chiediamo dignità», ha aggiunto, criticando anche la diversa disponibilità di risorse pubbliche destinata, a suo giudizio, ad altri capitoli di spesa.
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Toni Nocchetti, tra i promotori della mobilitazione e presidente di Tutti a scuola, ha riferito che i partecipanti sono arrivati da diverse regioni, tra cui Abruzzo, Campania, Puglia e Lazio. Dopo il raduno iniziale, il corteo ha raggiunto la zona della Camera, dove numerosi caregiver hanno preso la parola.
Le richieste alla politica
La protesta è stata convocata dalla Rete Caregiver e Disabilità Italia con lo slogan dedicato al riconoscimento e alla tutela dei familiari assistenti. Gli organizzatori hanno definito insufficiente l’impianto del provvedimento e hanno chiesto ai rappresentanti del Movimento 5 Stelle e del Partito democratico presenti in piazza di lavorare a una proposta comune.
Tra gli obiettivi indicati figurano stanziamenti certi, diritti esigibili e misure capaci di evitare che l’assistenza costringa un familiare a rinunciare al lavoro, alla salute e alla vita sociale. La Rete segnala inoltre che la maggioranza dei caregiver conviventi è composta da donne con più di 40 anni.
L’organizzazione è nata dall’esperienza diretta di familiari impegnati nella difesa delle persone con disabilità e conta circa 44mila membri nel gruppo pubblico su Facebook. Anna Combatti e Davide Amati figurano tra i fondatori e i referenti dell’iniziativa, che punta a riunire associazioni diverse e a mantenere il confronto con le istituzioni oltre le divisioni territoriali e politiche.
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