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Attualità 2 min di lettura37 min fa

Nel Ragusano sequestrati video Isis e istruzioni per esplosivi

La diciassettenne è accusata di auto-addestramento e apologia del terrorismo: sequestrati video, contatti online e manuali per esplosivi.

Una diciassettenne residente nel Ragusano è stata collocata in una comunità per minori con l’accusa di terrorismo. Il provvedimento è stato disposto dal Tribunale per i minorenni di Catania.

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I materiali trovati nel dispositivo

La ragazza avrebbe conservato sul proprio dispositivo filmati di propaganda dello Stato islamico, immagini di esecuzioni sommarie e documenti dedicati all’auto-addestramento. Tra i file analizzati dagli investigatori figuravano anche istruzioni per realizzare ordigni artigianali.

Nella memoria elettronica è stato individuato inoltre un video relativo all’aggressione avvenuta a marzo nell’istituto Leonardo da Vinci di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo. In quell’episodio una docente di francese era stata ferita al collo da un allievo di 13 anni. Secondo quanto emerso, la presenza di quel filmato avrebbe inciso sulla scelta dei giudici di applicare la misura.


Le accuse e i contatti online

Alla minorenne, di origine albanese e appartenente a una famiglia integrata nella comunità locale, vengono contestati l’auto-addestramento e l’apologia del terrorismo, anche con dimensione internazionale. La giovane avrebbe diffuso soprattutto su TikTok contenuti riconducibili alla propaganda jihadista, oltre a immagini e video forse realizzati con l’intelligenza artificiale.

Le attività online comprendevano anche messaggi con persone che si presentavano come appartenenti allo Stato islamico e con utenti favorevoli ad azioni terroristiche. Tra i contenuti condivisi sarebbero comparsi riferimenti al radicalismo violento e messaggi di carattere antisemita.

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L’indagine e la perquisizione

L’inchiesta è partita da una segnalazione degli apparati informativi ed è stata affidata alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione. Gli accertamenti hanno coinvolto anche l’ambiente scolastico e avrebbero evidenziato un percorso di radicalizzazione progressiva.

Negli ultimi tempi la ragazza avrebbe limitato i rapporti alle compagne di classe di fede islamica. La perquisizione è scattata a maggio; da quel momento gli investigatori hanno esaminato il dispositivo sequestrato, ricostruendo l’interesse della minorenne per la propaganda dello Stato islamico e per simboli legati all’estrema destra.

La giovane si trova ora nella struttura per minori. Spetterà alla magistratura verificare le responsabilità e valutare gli elementi raccolti durante gli accertamenti.

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